La Montagna Pistoiese resta l’unica area montana toscana priva di ospedale e Pronto Soccorso

“Dopo le parole dell’Assessore Monni, la Montagna Pistoiese resta l’unica area montana toscana priva di ospedale e Pronto Soccorso.” Sabato sera alla festa dell’Unità del Partito Democratico di Pistoia l’assessore regionale alla sanità Monia Monni è stata interpellata sulla situazione « Pacini » di San Marcello Pistoiese.

Era presente anche il consigliere regionale rappresentante del territorio pistoiese e sottosegretario alla presidenza regionale Bernard Dika  il quale ha incalzato l’assessore, come già in passato, sulla disparità di trattamento della Montagna Pistoiese rispetto ad aree montane simili in Toscana. Su tutto l’arco Appenninico dalla Lunigiana, passando per la Garfagnana, fino al Mugello e all’aretino, e poi a sud, sull’Amiata, l’unica zona montana in Toscana privata di ospedale e Pronto Soccorso è quella pistoiese, che oltretutto vede un turismo sia invernale che verde con numeri importanti. L’assessore ha risposto che la sua posizione è quella del presidente Giani e per la prima volta il messaggio è stato molto esplicito: un ospedale con Pronto Soccorso non tornerà a San Marcello. C’è in ballo un progetto al vaglio dei Sindaci, sul quale la Consulta Socio Sanitaria non è stata coinvolta – a cosa serve quindi questo organismo? solo per tener “buone” le associazioni ma non coinvolgerle nelle decisioni importanti? – Per l’assessore è difficile portare medici in aree montane, ma si può rispondere ai bisogni sui territori in altro modo. Ci chiediamo, come? Ben vengano “servizi avanzati” sul territorio, ma non stiamo parlando della stessa cosa. L’assessore ha dichiarato che «non avere un pronto soccorso non vuole dire non avere risposte». Allora le vorremo chiedere di provare a vivere in un territorio che ha un ospedale ed il Pronto Soccorso più vicino a quasi un’ora e mezzo da casa. Siamo convinti che anche 30 minuti in caso di emergenza sarebbero sufficienti a farle rivedere questa dichiarazione. Per sua fortuna, l’assessore non farà  mai questa esperienza, ma i cittadini della Montagna Pistoiese con questa insicurezza ci convivono da tanto tempo. Troppo. Il sottosegretario Dika sembra aver capito la questione, cosa pensa dunque della posizione dei vertici politici regionali?  Noi crediamo che se c’è carenza di medici, se i medici non sono attratti dalle zone periferiche (vogliamo aprire anche il capitolo dell’ospedale Ss. Cosma e Damiano di Pescia, che non è in zona montana, eppure è l’ombra di quello che è stato?), se la riforma delle tre mega Asl non ha portato alcun beneficio ai territori, anzi, ha allontanato servizi e risorse, se la Toscana è sull’orlo del Commissariamento, significa che la politica ha lavorato male ed è compito della politica mettersi al servizio dei cittadini e rimediare. Ci rendiamo conto che l’assessore Monni abbia ricevuto in eredità la « questione Pacini » ma ci saremmo aspettati un altro approccio (purtroppo è identico ai suoi predecessori) ed un’altra sensibilità nel combattere realmente le disuguaglianze e garantire equo accesso alle cure a tutti i toscani, anche a chi ha l’indirizzo al 51028 e 51024.

Emiliano Bracali – presidente “Ass. Zeno Colò” Flavio Ceccarelli – componente “CREST”

Alessandro Di Rocco – vicepresidente “Ass. Zeno Colò” Simone Ferrari – portavoce “Ass.Zeno Colò” e componente “CREST” Carlotta Guerrini – portavoce “Una Montagna di bambini”