
In esposizione opere di Kevin Coyne, Jude Griebel, Gregor Hiltner, Michael Koch, Juan Logan, Lucebert, Fabrizio Molinario, Nelson Pernisco, Pablo Picasso, Evelyne Postic, Christian Rösner, Antoni Tàpies, Horst Wäßle, Reiner Zitta
18 settembre, Torino. È stato inaugurato ieri, 17 settembre, a Gliacrobati (via Ornato 4, Torino),E&U, il progetto espositivo nato dalla collaborazione tra la galleria torinese e le berlinesi Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin. Al vernissage erano presenti anche gli artisti Gregor Hiltner e Fabrizio Molinario. La mostra, che sarà visitabile fino all’1 novembre, è stata realizzata con il sostegno di Fondazione CRT e con il patrocinio di Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Circoscrizione 8. Che cosa viene considerato mainstream e cosa outsider? Chi lo decide e perchè? Il titolo E&U riprende la distinzione tedesca tra E-Musik e U-Musik, con cui si distingue tra musica “colta” e di “intrattenimento” e che, applicata alle arti visive, diventa il punto di partenza per riflettere sui criteri con cui il sistema dell’arte separa le opere mainstream da quelle outsider. Nata dall’incontro tra Galerie Kremers, che rappresenta artisti riconosciuti a livello internazionale, e Galerie ART CRU Berlin, l’unica galleria della capitale tedesca focalizzata sulle opere di persone con esperienza psichiatrica, disabilità intellettiva e artisti e artiste autodidatti, E&U gioca con i confini tra la cosiddetta arte colta e l’Outsider Art, tra formazione accademica ed espressione autodidatta. “Partecipare a questo progetto significa, per noi, prendere pienamente parte al più ampio processo attraverso cui il sistema dell’arte costruisce, attribuisce e legittima il valore”, dichiarano Chiara Borgaro e Greta Zambonin, presidente e vicepresidente de Gliacrobati: “L’esposizione invita il pubblico a considerare le categorie artistiche come strumenti interpretativi, e non come definizioni impermeabili e immutabili. E&U non intende dunque spingere il pubblico a chiedersi cosa appartenga all’una o all’altra categoria, quanto piuttosto a mettere in discussione le categorie stesse: le definizioni, ma soprattutto i processi, le convenzioni e le riflessioni che ne determinano la costruzione. Il progetto si concentra non tanto sui confini, quanto più sui meccanismi attraverso cui questi vengono tracciati, riconosciuti e continuamente ridefiniti. Perché ogni margine esiste solo in relazione a un centro, e ogni centro è destinato, nel tempo, a ridefinirsi. La collaborazione tra Gliacrobati, Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin nasce in occasione della prima edizione del progetto, nel 2025, e si concretizza nella partecipazione dell’artista Fabrizio Molinario alla mostra berlinese. Come nelle precedenti edizioni, anche nel capitolo torinese le opere degli artisti rappresentati dalle diverse gallerie sono presentate indistintamente, senza che ne venga esplicitata la provenienza. L’intento è quello di disorientare lo sguardo, sottraendo all’osservatore le consuete coordinate attraverso cui attribuire all’opera un’origine e un valore, e di far emergere, al contrario, i punti di contatto tra ciò che viene comunemente ricondotto all’arte contemporanea istituzionale e ciò che appartiene invece al campo dell’Outsider Art. L’espressione “Outsider Art”, nata come ampliamento del concetto di “Art Brut” elaborato dall’artista francese Jean Dubuffet, e introdotta da Roger Cardinal negli anni Settanta, nel tempo ha progressivamente assunto significati sempre più ampi, fino a comprendere esperienze artistiche molto eterogenee. Più che designare un insieme definito di pratiche, oggi la nozione di Outsider Art continua a interrogare il rapporto tra centro e margine, tra inclusione ed esclusione, mostrando come tali confini siano tutt’altro che fissi.
In esposizione Mary T. Bevlock, Kevin Coyne, Darédo, Solweig De Barry, Jude Griebel, Gregor Hiltner, Michael Koch, María Lapastora, Robert Linke, Juan Logan, Lucebert, Natascha Mann, Fabrizio Molinario, Marita Müller, Carlos del Toro Orihuela, Nelson Pernisco, Pablo Picasso, Evelyne Postic, Christian Rösner, Alexandra Rothausen, Volkmar Schulz-Rumpold, Howard Sherman, Antoni Tàpies, Ongun Tomar, Horst Wäßle, Reiner Zitta.
Galleria Gliacrobati
La galleria Gliacrobati apre nel 2017 come spazio espositivo volto al dialogo internazionale tra arte contemporanea mainstream e non per indagarne i preziosi, porosi e frastagliati confini. Con uno sguardo attento alle complessità dell’esistente, si propone di valorizzare principalmente le ricerche di autrici e autori che operano ai margini del sistema ufficiale dell’arte, in modo indipendente o in luoghi protetti: autodidatti, outsider, artistә provenienti da zone di guerra, da aree di crisi economica e culturale. Nata dall’idea di un gruppo di operatori dell’associazione Onlus Fermata d’Autobus, la galleria è attiva in progetti che investigano la capacità dell’arte di intercettare e sublimare lacerazioni, scavare dentro le emozioni, porre interrogativi e attivare quei processi di visione dissimulati sotto l’ordinarietà del quotidiano, restituendo all’artista il suo ruolo di inventore di nuovi mondi e di creatore di ponti tra il vissuto personale e la complessa realtà che ci circonda. Altrettanto esplorata è la dimensione sociale dell’arte, il suo essere veicolo di riflessione su dinamiche contemporanee, con una particolare attenzione alle violazioni dei diritti umani e alla violenza di genere. La galleria è diretta da Chiara Borgaro e da un gruppo eterogeneo di professionistə. Oltre all’attività espositiva, Gliacrobati sostiene un atelier-laboratorio realizzato in collaborazione con le comunità terapeutiche del circuito di cura di Fermata d’Autobus Onlus (vedi Collettivo Gliacrobati), aperto alla cittadinanza, con uno sguardo attento a persone che attraversano momenti di vita complessi. La galleria crede nel dialogo, nel confronto e nella costruzione di relazioni, per una migliore valorizzazione delle artiste e degli artisti che cura. Da un lato ciò avviene attraverso collaborazioni territoriali con altre gallerie d’arte, associazioni ed enti locali; dall’altro, si tessono relazioni con realtà internazionali, al fine di mantenere una visione il più possibile ampia ed eterogenea. Attribuendo carattere prioritario al tema dell’accessibilità, la galleria guarda alla tecnologia come ad una preziosa risorsa per la diffusione di progetti artistici, un’opportunità per estendere la visibilità di artiste e artisti, le cui esposizioni sono fruibili anche all’interno di uno spazio virtuale. (https://www.vspacegallery.com/).
Galerie ART CRU Berlin
La Galleria ART CRU Berlin è, dal 2008, l’unica galleria di Berlino interamente dedicata all’Outsider Art. Questo termine, introdotto nel 1972 da Roger Cardinal come sinonimo di Art Brut – espressione coniata nel 1945 dal pittore Jean Dubuffet – indica l’arte realizzata da persone con esperienza di disagio psichico o con disabilità intellettive. Il team della galleria è convinto che la particolare sensibilità percettiva di questi artisti e artiste si esprima in opere uniche, caratterizzate da una profonda autenticità. Le mostre presentano i lavori degli “outsider” come una significativa espressione dell’arte contemporanea, con l’obiettivo di promuovere un dialogo attivo con il sistema artistico istituzionale. Situata nel Kunsthof di Oranienburger Straße, la galleria colloca le opere di persone con esperienze di vita straordinarie nel cuore della scena artistica berlinese. La Galleria ART CRU Berlin è gestita dall’associazione senza scopo di lucro PS-Art e.V. Berlin, una rete che riunisce diverse istituzioni attive nell’ambito psicosociale.
Galerie Kremers
La Galleria Kremers, situata nella Sala Gotica della Schultheiss Brauerei a Kreuzberg, Berlino, è stata fondata nel 2015. La sua attività si concentra sulla presentazione di artisti contemporanei, sia emergenti sia affermati, collaborando strettamente con artiste e artisti provenienti dall’Europa e dal mondo anglosassone. Oltre alle mostre personali, organizza esposizioni tematiche, come “Abstract – 3 Generazioni”, “The New Abstract – An Atlantic Bridge” e “Real – Surreal – Hyperreal”, nelle quali i generi della storia dell’arte vengono messi in relazione con posizioni contemporanee internazionali. Un ulteriore ambito di ricerca riguarda temi legati all’elaborazione artistica di questioni religiose e filosofiche, come nelle mostre “VOODOO”, “Hokus Pokus – Artisti come Sciamani” e “Labirinti”. A queste esposizioni partecipano regolarmente anche i cosiddetti artisti outsider. Le mostre tematiche sono inoltre accompagnate da concerti, letture e performance che si svolgono nella Sala Gotica.
Gliacrobati Via L. Ornato 4, 10131 Torino Il giovedì, venerdì e sabato, dalle 16.00 alle 19.30
Federica Cucci