
Pieve Santo Stefano, Il vincitore del Premio Pieve Saverio Tutino 2026 è Nedal Cini Al Zyod con l’autobiografia Clandestino. Una vita non prevista.
La cerimonia di premiazione si è svolta il 20 settembre, nell’appuntamento conclusivo Otto racconti autobiografici, che ha visto sul palco anche l’attrice Lella Costa, Premio Città del diario 2026 «per aver trasformato il teatro in uno spazio di memoria condivisa, di educazione civile e di instancabile ricerca sull’umano». Condotta da Guido Barbieri e Monica D’Onofrio, la premiazione sarà trasmessa su Rai Radio3 domani, 22 settembre alle 20.45.ì Il Premio Pieve 2026. Nato nel 1966 ad Amman, in Giordania, in una famiglia di origini beduine, Nedal cresce amato dai genitori, circondato da fratelli e sorelle, educato al Corano ma aperto al dubbio e alla ricerca personale. Si concentra sullo studio, passione che suo padre sostiene in tutti i modi, e a 19 anni vince una borsa di studio per l’estero. Affascinato dalla figura di Michelangelo, decide di venire in Italia. È il 1985 e, nonostante la giovane età, Nedal si lascia alle spalle una storia già molto articolata: un padre transitato per il carcere dopo un conflitto familiare all’interno della sua tribù, la Guerra dei Sei Giorni, il Settembre Nero, le bombe inesplose tra le macerie di un conflitto senza fine che fanno vittime innocenti, tra cui anche un bimbo, profugo palestinese, suo compagno di giochi. A Perugia Nedal frequenta l’università per stranieri: studia optometria con l’intenzione di tornare in Giordania a lavorare. Sono anni difficili, di solitudine, lavoretti, amicizie rade. Ma piano piano il soggiorno in Italia si trasforma in un viaggio alla scoperta della propria identità, culturale e sessuale. In pagine emozionanti, Nedal racconta l’incontro con Giovanni, che entra nella sua vita in punta di piedi e con una dolcezza rara. Il loro diventa un legame solido che dura 27 anni, fino alla malattia e alla morte di Giovanni. Ma il tema dell’amore in questa autobiografia è ampio e sfaccettato: non è solo il grande amore per il compagno, ma anche quello pieno di nostalgia per la madre Halima rimasta in Giordania, rievocata in racconti quasi fiabeschi, e quello tenero e commovente per Flora, la madre di Giovanni, da cui Nedal si fa adottare una volta rimasto solo per potersi legittimamente prendere cura di lei fino alla fine. Quella di Nadal è la parabola di un uomo profondo, aperto e generoso, un giordano italiano con la cultura beduina ancorata nello spirito. La Giuria nazionale sottolinea che il 2026 è stato un anno straordinario dal punto di vista della qualità e della varietà delle storie arrivate in finale, che hanno permesso di leggere prospettive inedite sulla storia italiana: dalla breve memoria della monarchica convinta, all’indomani della proclamazione della Repubblica, al racconto del viaggio sulle Navi bianche in fuga dalle colonie africane, dall’inerzia di un italiano medio di fronte al fascismo, allo sguardo sulla bruciante realtà delle dipendenze. In concorso con l’autobiografia di Nedal Cini Al Zyod, il diario Carissima bandiera di Fernanda Capece Minutolo le memorie Saturnia Olga Ajello, Pagine bianche con fiori marci all’interno di Nicolò Augelli, Lidia di Angela Coletta, Tricita di Patrizia D’Alterio, Tutto vene recompenzato di Placido Priscimone, la memoria-diario Una via che in principio credevo la buona di Mario Barbieri.
sul canale youtube cerimonia Premio Pieve 2026 le foto della premiazione premiopieve.it ©Antonella Brandizzi Premio Pieve Saverio Tutino 2026
Francesca Venuto – Daniele Gigli