
I CRIMINI E IL TERRORE DEL FASCISMO NOSTRANO 1.000 ostaggi fucilati, 8.000 civili massacrati, 800 villaggi devastati e 35.000 deportati. La retorica del “italiani brava gente” crolla sotto il peso del terrore fascista in Jugoslavia».Dall’11 aprile 1941 all’8 settembre 1943, l’esercito d’occupazione fascista trasformò la Slovenia e i territori jugoslavi in un inferno a cielo aperto.
Sotto le direttive criminali del generale Mario Roatta — la famigerata circolare 3C che imponeva la linea della terra bruciata e del “non si ammazza abbastanza” —, le truppe regie si macchiarono di atrocità e devastazioni sistematiche.I numeri del terrore fascista oltre confine non lasciano spazio a giustificazioni:1.000 ostaggi civili fucilati per ritorsione.Oltre 8.000 uomini, donne e bambini assassinati durante i rastrellamenti.3.000 case date alle fiamme e 800 villaggi completamente rasi al suolo.Oltre 35.000 persone deportate nei campi di concentramento eretti dal regime.Tra questi, il campo di concentramento di Arbe (Rab, nell’odierna Croazia) divenne l’emblema del sadismo d’occupazione: oltre 4.500 deportati civili, stremati dalla fame, dal freddo, dalle malattie e dai maltrattamenti delle guardie italiane, trovarono una morte atroce dietro il filo spinato.Mentre la propaganda di regime millantava una missione civilizzatrice, le camicie nere e i reparti dell’esercito applicavano una politica di snazionalizzazione forzata e sterminio contro la popolazione slovena e croata, considerata “razza inferiore”.Nessun mito autoassolutorio può cancellare la vergogna di quella barbarie. Riconoscere i crimini commessi dal fascismo in Jugoslavia è il primo, fondamentale passo per rendere giustizia alle vittime e smantellare le menzogne del revisionismo storico.Nessuna assoluzione per i carnefici fascisti! Onore alla Resistenza dei popoli jugoslavi!