Scoperto un immenso lago sotterraneo al Nord Italia: è grande quanto il Garda

Un vasto giacimento profondo, esteso quanto il lago di Garda, è stato individuato nel sottosuolo tra Cavarzere e Chioggia. I dettagli del progetto europeo per la tutela idrica del territorio

Nel sottosuolo veneto si nasconde una risorsa idrica di proporzioni gigantesche, una scoperta che potrebbe rivoluzionare la gestione dell’emergenza siccità e il contrasto all’intrusione del cuneo salino. Gli esperti hanno infatti individuato un bacino naturale nascosto nelle profondità della terra, situato esattamente tra i territori di Cavarzere e Chioggia. Si tratta di una riserva vitale protetta da spessi strati geologici, che offre una nuova speranza per l’agricoltura locale e per la sopravvivenza dei suoli costieri costantemente minacciati dai cambiamenti climatici e dall’ingressione marina.

Il ritrovamento tra Cavarzere e Chioggia

A svelare i dettagli di questa eccezionale anomalia geologica è Lorenzo Frison, ingegnere del Consorzio di bonifica Adige Euganeo e responsabile del progetto SWAMrisk per l’ente consortile. L’esperto spiega: “Un imponente acquitard, vale a dire un vero e proprio lago sotterraneo d’acqua dolce, esteso su quasi 30mila ettari, cioè una superficie paragonabile all’intero lago di Garda, è stato scoperto tra i siti veneziani di Buoro (nel comune di Cavarzere) e Punta Gorzone (nel comune di Chioggia)”. La struttura profonda garantisce una protezione formidabile contro le minacce esterne. A tal proposito, Frison aggiunge: “I rilievi confermano che questo gigantesco giacimento profondo, protetto da spessi strati argillosi, è poco soggetto all’intrusione dell’acqua salata e viene intaccato solo in forma estremamente lenta dall’ingressione marina. La risalita salina lungo fiumi ha invece un impatto diretto e devastante sulla falda superficiale: qui la presenza di sale raggiunge i 14 grammi per litro attorno ai 7 metri di profondità vale a dire un valore decisamente inferiore ai 35 grammi per litro tipici dell’acqua di mare, ma fortemente dannoso per le colture agricole”.