Fondazione MPS, uno strappo che nessuna giustificazione può ricucire

Riccardo Coppini è stato scelto per guidare la Fondazione Monte dei Paschi nel segno del legame con il territorio. Questo è il mandato, ed è questo il motivo per cui un ente nato nel 1995 per custodire il rapporto tra la banca e la sua città ha un presidente e degli organi che discendono da Siena.

Oggi quel legame viene spezzato. Coppini annuncia che proporrà alla Deputazione Amministratrice del 23 ottobre di aderire all’offerta di Intesa Sanpaolo, mentre l’intera città e le sue istituzioni, di maggioranza e di opposizione, hanno intrapreso battaglie diverse . Si è consumato uno strappo, e nessuna giustificazione potrà ricucirlo, strappo che denota lo scarso legame fra chi nomina e i nominati . Si dirà che con lo 0,2% del capitale la Fondazione non decide le sorti della banca, e che un azionista ha doveri verso la propria partecipazione. Ma è proprio questo il punto: se la Fondazione conta così poco in assemblea, il suo valore sta tutto nel significato di ciò che rappresenta e di quel legame con il territorio che si esprime con le nomine istituzionali . Scegliere l’indirizzo  in questo modo, e in questo momento, senza un confronto fra nominati e istituzioni significa spendere quel valore senza sentire il legame con il territorio . Il metodo aggrava la sostanza. Gli organi della Fondazione sono designati da Comune, Provincia, Regione, Università, Arcidiocesi e Camera di Commercio. Prima dell’annuncio non c’è stato alcun confronto con loro né con la città: c’è stato silenzio, poi una decisione presentata a cose fatte. Chi deve a Siena la propria legittimazione avrebbe dovuto spiegare a Siena le proprie ragioni, prima di assumerle. Il riferimento al rapporto virtuoso tra Intesa e le fondazioni azioniste non risponde alle domande che i senesi hanno il diritto di porre. Quali impegni su sede, marchio, occupazione, investimenti e sostegno al territorio? Con quali garanzie, e verso chi? Finora, nessuna risposta. E ci chiediamo a che cosa rispondano, davvero, le nomine. E se davvero siano con il senno di poi le migliori da farsi.  Se la scelta degli uomini che guidano la Fondazione deve garantire il legame con il territorio, e nel momento decisivo quel legame non c’è, qualcuno deve spiegare perché. Le designazioni locali sono state accompagnate da equilibri e appartenenze ben riconoscibili: sarebbe ora di dimostrare che servivano alla città e non ad altro. Futuro Nazionale chiede che la Fondazione riferisca pubblicamente alla città, prima del 23 ottobre e prima dell’assemblea del 29, le ragioni della sua scelta e le garanzie ottenute per Siena. Chiede alle istituzioni che designano i suoi vertici di pretendere questo confronto e di farsi un esame su come si sia arrivati a questo . Un ente può cambiare posizione, ma non può farlo voltando le spalle a chi lo ha costituito. Ci chiediamo che peso hanno le istituzioni ?

Siena non ha bisogno di un azionista qualunque. Aveva una Fondazione, e merita che torni a comportarsi come tale.

Michela Guerrini, referente provinciale di Futuro Nazionale per Siena