
Quelle sei lettere (biglietti perlopiù) che testimoniano il passaggio di Garibaldi in altotevere. Scritti autografi dell’eroe “dei due mondi” indirizzati alla società patriottica degli operai che si potranno ammirare nell’ambito di una esposizione allestita a palazzo Vitelli a San Giacomo sede della biblioteca comunale presso la sala “Pirazzoli” della biblioteca comunale che sarà inaugurata di lunedì 19 ottobre alle ore 15,30 alla presenza dell’assessore alla cultura Michela Botteghi e resterà visitabile fino a sabato 31 ottobre, negli orari di apertura della biblioteca, lunedì dalle 15 alle 19; dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato dalle 9 alle 13. Giuseppe Garibaldi attraversò il territorio valtiberino nel luglio 1849, a capo di un drappello di fedelissimi e incalzato dalle truppe austriache, durante la sua fuga verso nord seguita alla caduta della breve esperienza della Repubblica romana. Poiché Arezzo si rifiutò di fornire gli aiuti necessari, Garibaldi e il suo esercito proseguirono verso Monterchi e trovarono rifugio a Citerna, dove sostarono qualche giorno prima di riprendere la fuga nel tentativo di sfuggire all’esercito austriaco. Come descritto da Giovanni Magherini Graziani in “Aneddoti e memorie sul passaggio di Giuseppe Garibaldi per l’Alta Valle del Tevere nel luglio 1849” (Tip. Lapi, 1896), la presenza di Garibaldi – la cui popolarità aveva già all’epoca raggiunto una dimensione europea – causò molta emozione tra gli abitanti: se per la componente della popolazione favorevole allo Stato pontificio le truppe garibaldine rappresentavano una minaccia, erano numerosi coloro che invece lo ammiravano e che sostenevano la sua battaglia per l’indipendenza e l’unità italiana, offrendo aiuti e supporto. Nella sua testimonianza Magherini Graziani dà una descrizione molto partecipata degli eventi e narra che alcuni tifernati si recarono a Citerna presentandosi al generale e assicurandogli che avrebbero inviato una donazione in denaro per supportarne la ritirata. Le lettere e i biglietti autografi esposti (conservati presso l’archivio storico comunale) che Giuseppe Garibaldi indirizzò alla Società Patriottica degli Operai di Città di Castello negli anni compresi tra il 1862 e il 1875, testimoniano il suo legame con il nostro territorio e il fascino esercitato dall’Eroe dei due Mondi anche sugli abitanti delle vallata.