
SIENA – MPS, Guerrini e Campolo (Futuro Nazionale): «Il Tesoro doveva trattare con chi comprava non solo il prezzo delle azioni, ma il futuro del Monte dei Paschi di Siena» «Prima di avviare le vendite, il Tesoro deteneva la maggioranza assoluta del Monte
Dopo aver contribuito a risanarlo con i soldi degli italiani, doveva accertarsi che i nuovi azionisti fossero in grado di tutelare l’occupazione e mantenere a Siena la direzione della banca. Era allora che bisognava chiedere impegni scritti». Lo dichiarano Michela Guerrini, referente provinciale di Futuro Nazionale, e Maria Antonietta Campolo, consigliera comunale di Siena, in vista del consiglio di amministrazione di oggi sui conti dei primi nove mesi. «Gli impegni europei imponevano di ridurre la partecipazione pubblica. Come farlo restava una responsabilità del Governo», afferma Guerrini. «Dalle tre vendite, tra novembre 2023 e novembre 2024, il Ministero dell’Economia ha incassato circa 2,7 miliardi di euro. Il ricavato lo conosciamo. Ora il Tesoro dica quali tutele ha ottenuto per Siena e come intende assicurare quelle che mancano». «Domani Lovaglio illustrerà i risultati agli analisti. Dica anche ai senesi quali funzioni intende difendere a Rocca Salimbeni. Non abbiamo dato una delega in bianco al suo piano e non la daremo a Intesa», aggiunge Campolo. «Se l’operazione riuscirà, Intesa stima in circa 61 miliardi di euro le distribuzioni complessive agli azionisti per il periodo 2025–2029. Chiediamo la stessa precisione per Siena: quanti posti qualificati resteranno qui? Chi avrà il potere di decidere sul mutuo di una famiglia o sul credito a un’impresa del territorio?». «Per Futuro Nazionale il punto è questo conclude Guerrini : il Monte può restare in mani italiane e Siena può perdere ugualmente la sua banca. Prima che si aprano le adesioni, Intesa e Unipol sottoscrivano, ciascuna per la propria parte, impegni vincolanti sul nome completo Banca Monte dei Paschi di Siena, sulla direzione generale in città con effettivi poteri sul credito e sugli investimenti, sugli organici e sulla rete delle filiali. Con numeri, scadenze e verifiche pubbliche. Il Monte è nato a Siena nel 1472 per dare credito alla sua comunità. Noi di Futuro Nazionale daremo sempre battaglia perché il Monte resti a Siena: non soltanto nel nome, ma con i suoi lavoratori, la sua direzione e il potere di decidere».