
Giovedì 25 giugno, ore 18.00 convegno Sala Consiliare di Città di CastelloSulle tracce del “barone”, fra storia, leggenda e curiosità. Dopo il successo della “certificazione” ufficiale delle due “albe”, nel giorno del Solstizio d’Estate (il sole è sorto con un intervallo di dodici minuti di tempo nello stesso comune dai due estremi territoriali) che è stata immortalata nei principali Tg nazionali e regionali, proseguono le iniziative del ricco programma di celebrazioni annunciate.
Monte Ruperto rappresenta una singolare curiosità geografica e storica: è infatti un’exclave del Comune di Città di Castello situata in territorio marchigiano, tra i comuni di Apecchio e Sant’Angelo in Vado. Un piccolo lembo di terra che, nel corso dei secoli, ha assunto un valore simbolico e identitario particolare per la comunità tifernate. Un tempo territorio conteso tra fazioni rivali, Monte Ruperto segnò una svolta decisiva nella propria storia il 25 giugno 1256, quando – come si legge nel primo volume delle Memorie Civili di Città di Castello (1844) di Giovanni Muzi – “gli uomini di Monte Ruperto decisero di assoggettarsi a Città di Castello giurando di voler osservare i precetti del podestà”.
Un passaggio che sancì il legame con la città e che Giovedì 25 giugno, a distanza di 770 anni, viene celebrato con una manifestazione pubblica promossa dal Comune di Città di Castello; il programma prenderà avvio alle 17.30 con la partenza del corteo storico da Largo Gildoni, per poi proseguire alle 18.00 nella Sala Consiliare con la cerimonia ufficiale. Dopo i saluti istituzionali del “Sindaco-Barone”, Luca Secondi e dell’Assessore alla Cultura Michela Botteghi, sarà presentato l’opuscolo dedicato a Monte Ruperto, pubblicato da Edizioni Nuova Prhomos nel 2026 e curato da Giovanni Cangi e Marco Conti. Il testo propone una sintesi documentata delle origini e delle caratteristiche della Baronia, una ristampa arricchita grazie a un testo inedito di Don Angelo Ascani e a un prezioso contributo dello storico Alvaro Tacchini. Saranno inoltre illustrati i risultati delle misurazioni effettuate in occasione del solstizio d’estate, che hanno permesso di determinare il tempo che intercorre tra il sorgere del sole a Monte Ruperto, punto più orientale del territorio comunale, e a Città di Castello, con rilevazione dalla torre civica, simbolo del libero Comune. L’iniziativa, promossa dal Comune di Città di Castello in collaborazione con la Compagnia dei Balestrieri, il CAI – Club Alpino Italiano e il Distaccamento dei Vigili del Fuoco, ha permesso di verificare con quanti minuti di anticipo il “Barone” veda spuntare l’alba rispetto al “Sindaco”, in un suggestivo intreccio tra storia, territorio e spirito celebrativo. Seguirà la consegna del Ruperto, moneta simbolica attribuita a enti o personalità legati alla storia della Baronia, con l’intento di trasformare la ricorrenza in un appuntamento fisso annuale. Alla iniziativa parteciperanno i rappresentanti dei comuni di Apecchio e San Angelo in Vado, con il sindaco, Vittorio Nicolucci in testa a sancire un vincolo di amicizia storico che si perde nella notte dei tempi.
L’opuscolo
Il testo è tratto dalla pubblicazione ARCHITETTURA E TERRITORIO Alta Valle del Tevere, a cura di Giovanni Cangi e Marco Conti, Edizioni Nuova Prhomos 2025. La ristampa è arricchita con un articolo inedito di Don Angelo Ascani (Archivio Storico Diocesano di Città di Castello, 1971) ed un contributo di Alvaro Tacchini.
Don Angelo Ascani (1909-1981)
Nato a Città di Castello nel 1909, fu ordinato presbitero nel 1931 e nominato prima parroco di Castelguelfo, poi arciprete di Citerna ed infine dal 1944 pa