
IL PRIMO MUSEO DIFFUSO DI ARTE CONTEMPORANEA AL MONDO DEDICATO AI DIRITTI UMANI INAUGURAZIONE DELLA SEDE DI FORCHIA DELLA RETE INTERNAZIONALE “HUMAN RIGHTS? FACTORY” CENTRO SOCIALE G.TINO M. COMINO – via Misciuni, 32 – Forchia (BN) – Sabato 6 giugno, ore 19.00
Nata dalla visione di Roberto Ronca e Debora Salardi, HUMAN RIGHTS? FACTORY raccoglie il patrimonio artistico maturato in 17 anni e 19 edizioni del progetto HUMAN RIGHTS?, nel quale sono stati selezionati oltre 1.500 artisti provenienti da circa 90 Paesi. Più di 300 opere, donate loro volontariamente dagli autori, costituiscono oggi il nucleo fondante della collezione permanente della FACTORY. Destinato ad ampliarsi nel tempo grazie a nuove donazioni, HUMAN RIGHTS? FACTORY vuole essere uno stimolo per gli artisti e le artiste di tutto il mondo per partecipare gratuitamente al più ambizioso progetto al mondo di arte dedicata ai diritti umani. Il nome stesso del progetto non è casuale, è un invito a riflettere sulla condizione umana, sulla dignità della persona e sulla necessità di custodire, oggi più che mai, quei diritti umani che costituiscono l’impalcatura di una società civile capace di guardare all’altro con empatia. In un’epoca segnata da instabilità geopolitica, conflitti armati e crescenti violenze sociali e istituzionali, la cultura e l ’arte si ergono a unico baluardo di resistenza pacifica. HUMAN RIGHTS? FACTORY nasce con la convinzione che l’arte sia la voce di chi non ha voce, l’ultima difesa per una coscienza libera da manipolazioni mediatiche e narrative imposte. L’arte non dà risposte preconfezionate, ma pone le
domande giuste: scuote le coscienze, stimola il pensiero critico e invita a non arrendersi all’obbedienza passiva. L’arte salverà il mondo, e tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte.
UNA VISIONE COMUNE
Tutto è nato da un colpo di fulmine: Franco Napoletano e Aurelio Ruggiero, grazie all’intuizione di Claudia Mazzitelli (artista casertana che ha partecipato a numerose edizioni di HUMAN RIGHTS?), pienamente convinti della missione sociale e culturale del progetto, ne hanno abbracciato l’idea diventandone i principali referenti sul territorio. Gli stessi curatori, dopo un periodo di permanenza in Valle Caudina, sono rimasti profondamente colpiti dal fascino paesaggistico e dalla ricchezza storica di questi luoghi; lo scenario è stato impreziosito dal calore umano, dalla spontanea predisposizione all’amicizia, dalla gentilezza e dalla disponibilità delle persone dal cibo eccellente e dall’aria buona; tutti e
tutte hanno contribuito a un innamoramento immediato e all’inizio di una storia piena di cose buone.
L’entusiasmo ha fatto presto da volano e grazie al supporto di figure come Angelina Falzarano, Roberto Stallone e Nicola D’Onofrio è stata creata una rete solida che coinvolge diverse realtà associative e amministrazioni comunali, unite dall’obiettivo comune di portare l’arte dove le persone vivono e si incontrano. Questa capacità di tessere reti internazionali non è un episodio isolato, ma si inserisce in un fermento più ampio che sta trasformando il volto del territorio. La Valle Caudina, superando i confini amministrativi per farsi città diffusa, sta infatti tracciando un percorso ambizioso che guarda all’orizzonte del 2028, anno in cui il territorio punta a proporsi come protagonista nel panorama della Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Grazie a tutti gli attori coinvolti, ora la Città Caudina diventa “Città Caudina – Città per i Diritti Umani”, rafforzando il territorio come laboratorio di cultura civica e partecipazione. HUMAN RIGHTS? FACTORY si pone oggi come un tassello fondamentale di questa visione: la prova che la Valle possiede l’apertura mentale e l’energia necessarie per diventare un polo culturale di riferimento nazionale e internazionale. La peculiarità di questo progetto è la sua natura diffusa. L’idea di una esposizione strutturata in tante location ha già iniziato a trasformare diversi spazi chiave, trovando casa presso la sede dell’associazione Airolandia di Airola – che per prima ha aperto le sue porte con entusiasmo -, l’associazione Mosaico di Bucciano, il Comune di Paolisi e, naturalmente, il Centro Sociale di Forchia. A breve sarà allestita la sede di San Martino Valle Caudina e altre a seguire. I curatori, già operativi, sono pronti a nuove installazioni in altri comuni che hanno già formalizzato l’accordo, confermando che il progetto è solo agli inizi, la visione è quella di un unico, grande percorso espositivo che abbraccerà l’intera Valle, trasformando ogni tappa in un nodo di un network culturale sempre più denso. Dalla Valle Caudina, oggi Città Caudina – Città per i diritti umani, il progetto si estenderà ovunque nel mondo nuove persone illuminate (enti pubblici o istituzioni private) vorranno diventare parte della rete internazionale. Visionari e idealisti per natura, i curatori intendono coinvolgere ogni nazione, ogni paese, ogni borgo così che ovunque HUMAN RIGHTS? FACTORY sia il luogo nel quale, ovunque nel mondo, si costruisca una nuova narrazione a difesa e rispetto dei diritti umani.
L’AVVIO UFFICIALE DI HUMAN RIGHTS? FACTORY
Sabato 6 giugno, ore 19.00 al CENTRO SOCIALE G.TINO M. COMINO di FORCHIA (BN)
INAUGURA LA SEDE DI FORCHIA DELLA RETE INTERNAZIONALE “HUMAN RIGHTS? FACTORY”
Il Centro Sociale G. Tino M. Comino di Forchia (BN) ospita la prima sede della HUMAN RIGHTS? FACTORY (HRF) nella Città Caudina.
Inserito nel programma di premiazione dell’Estemporanea d’Arte locale “Venti di Pace a Forchia”, l’inaugurazione della HUMAN RIGHTS? FACTORY segna l’avvio operativo di un progetto ambizioso che intende trasformare l’arte in un presidio culturale permanente per la dignità umana. Forchia diventa così il primo avamposto di una rete che, a breve, vedrà l’adesione di altre location e Comuni in Italia e nel
mondo. L’apertura di questa prima sede è resa possibile grazie alla sensibilità e alla lungimiranza del Consiglio Comunale di Forchia, in particolare del Sindaco Gerardo Perna Petrone, della Vicesindaca Emilia Carfora e dell’Assessore alla Cultura Gerardo Papa. Il 6 giugno sarà l’occasione per celebrare non solo l’avvio del progetto diffuso già presente nelle altre location, ma anche la capacità della Valle Caudina di dialogare con il mondo. HUMAN RIGHTS? FACTORY non porta solo opere sul territorio, ma invita la comunità a riscoprire i propri spazi come luoghi di riflessione e bellezza collettiva, riaffermando che l’arte, intesa come cura della bellezza e rispetto dei diritti umani, è il pilastro su cui costruire il futuro della nostra comunità.
GLI ARTISTI E LE ARTISTE IN ESPOSIZIONE NELLA PRIMA SEDE DI FORCHIA Claudio Bandini (Italia), Lidia Borella (Italia), Alfredo Avagliano (Italia), Stefano Bucciero, Giovanna Dalla Villa, Naomi Fuks
(Israele), Luigi Latino (Italia), Josef Leitner (Austria), Luca Luciano (Italia), Maija Elizabete Mengele (Lettonia), Alessandro Piras (Italia), Jessica Tibaldo (Italia), Nora Yaneva (Bulgaria/Italia), Dominik Stahlberg (Germania/Italia), Dilek Ozmen (Turchia), Heidi Bjork (Islanda), Roberta Garzillo (Italia), Elaine Weiner-Reed (USA) CreActivity SRL ROBERTO RONCA e DEBORA SALARDI in collaborazione con CreActivity SRL AIAPI | ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ARTI PLASTICHE ITALIA – Comitato Nazionale IAA/AIAP UNESCO Official Partner presentano