
TERRANUOVA BRACCIOLINI – Dal 7 giugno al 19 luglio 2026 il Convento di Ganghereto, in via di Ganghereto, a Terranuova Bracciolini (AR), ospita “Nei colori di Francesco”, mostra collettiva d’arte contemporanea a cura di Marco Botti, dedicata all’ottavo centenario dalla morte di Francesco d’Assisi.
Per l’occasione espongono Katarina Alivojvodic, Vittorio Angini, Riccardo Antonelli, Guerrino Bardeggia, Mario Bettazzi, Remo Brindisi, Antonia Bortoloso, Mauro Capitani, Giuliano Caporali, Nadia Cascini, Giuliano Censini, Marco Cipolli, Francesca Donateo, Giuseppe Fochesato, Giulio Galgani, Gianfranco Gobbini, Alessandro Grazi, Silvio Loffredo, Sara Lovari, Pasquale Marzelli, Elidon Mucaj, Vincenzo Nasuto, Dario Polvani, Maurizio Rapiti, Silvia Salvadori, Laura Serafini, Eliana Sevillano, Ernesto Treccani, Giuliano Trombini ed Elisa Zadi. Domenica 7 giugno, alle ore 17, l’inaugurazione ufficiale della mostra organizzata dalla Fraternità Domenicana di Agognate. Domenica 19 luglio, alle ore 17, il finissage con la presentazione del catalogo della mostra, che accoglierà tutte le opere presenti e le brevi biografie degli artisti coinvolti. Nei colori di Francesco” sarà visitabile a ingresso gratuito, il giovedì dalle ore 16 alle 19, il venerdì dalle ore 16 alle 19 e dalle ore 21 alle 23, il sabato e la domenica dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 16 alle 19.
LA MOSTRA Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Per l’occasione, l’antico convento francescano del Valdarno aretino accoglie una grande mostra collettiva di pittura e grafica che si propone di celebrare l’attualità del messaggio e dei temi del santo assisiate – pace, amore, natura, umiltà e fratellanza – attraverso gli occhi di trenta apprezzati artisti contemporanei, alcuni dei quali non più tra noi. La mostra vuole essere un ponte tra la spiritualità del passato e i linguaggi visivi del presente, all’interno di un luogo che trasuda storia da tutti i pori. Nella locandina che accompagna l’iniziativa è presente una rielaborazione del “San Francesco” di Margarito d’Arezzo o dalla sua bottega, tempera su tavola della seconda metà del Duecento che un tempo veniva custodita a Ganghereto e oggi è ammirabile nel Museo Nazionale d’arte medievale e moderna di Arezzo. All’interno di “Nei colori di Francesco” ciascun artista presenta un’opera inedita o significativa della propria carriera, in cui viene esplorato il mondo francescano attraverso l’iconografia classica – i luoghi, i personaggi e gli episodi connessi alla vita del patrono d’Italia – o le diverse simbologie legate al “poverello d’Assisi“.
IL LUOGO Il Convento di Ganghereto sorge in un contesto paesaggistico di rara bellezza, su un pianoro a sinistra del torrente Ciuffenna, dal quale un castello documentato fin dall’XI secolo controllava sia la strada che dai monti del Pratomagno scende nella valle dell’Arno, sia i villaggi che in seguito dettero vita alla Terra Nuova di Santa Maria, ovvero la futura Terranuova Bracciolini. Secondo la tradizione, nel luogo vi era anche una casupola fatta costruire da San Francesco, che a breve distanza fece sgorgare una sorgente d’acqua. Lo smantellamento del fortilizio cominciò dalla seconda metà del Duecento. Uno degli edifici religiosi presenti fu trasformato e ampliato intorno al 1430 per divenire un convento francescano. Dopo essere stato gestito dalla seconda metà del Novecento da suore domenicane, oggi Ganghereto è un centro interreligioso e culturale curato dalla Fraternità Domenicana di Agognate (NO).
GLI EVENTI COLLATERALI Nel periodo della mostra sono previsti sei eventi collaterali, a cadenza settimanale, in cui sarà affrontato il messaggio sempre attuale di Francesco d’Assisi. Gli incontri si svolgeranno ogni venerdì, alle ore 21. Il primo appuntamento, venerdì 12 giugno, sarà intitolato “I santi non esistono” e verrà condotto dall’ex presbitero Aldo Curiotto, oggi padre di due figli. La seconda data, venerdì 19 giugno, vedrà la presenza di Marco Costa, guardiano dei Cappuccini di Novara, che disserterà sul tema “Francesco, l’incontro che cambia la vita”. Il terzo appuntamento, venerdì 26 giugno, avrà come ospite il teologo Piermario Ferrari, che tratterà la figura di “Francesco postmoderno”. Il quarto incontro, venerdì 3 luglio, sarà intitolato “Che quinci e quindi le fosser per guida” e verrà condotto dal filosofo Daniele Didero, che parlerà di Francesco d’Assisi e Domenico di Guzman nel Paradiso di Dante. Quinto evento, venerdì 10 luglio, con la proiezione del film “Francesco” di Liliana Cavani. Conclusione affidata, venerdì 17 luglio, a Raffaele Previato, padre domenicano, che affronterà il tema “Il peccato di Francesco”.