
Nel 1941 gli stati dell’Asse invadono la Jugoslavia. La vittoria militare è scontata: la campagna militare dura appena undici giorni. Il regno di Jugoslavia è spartito tra le forze dell’Asse: viene creato uno stato croato sotto il controllo degli Ustascia mentre porzioni di territorio sono concesse all’Ungheria, alla Bulgaria e ovviamente all’Italia.
E qui, come già era già accaduto in gran parte dei territori ottenuti alla fine della Grande guerra, il fascismo dà il via all’italianizzazione forzata. Le attività della resistenza jugoslava, sempre più intense, portano gli italiani ad accanirsi sui civili. Soprattutto nell’estate del 1942 si consuma una “campagna antipartigiani” che è in realtà una strage indiscriminata contro civili indifesi: viene ricordata, appunto, come “i massacri di luglio”.A farne le spese – con inaudita violenza – è stato, tra gli altri, il villaggio di Podhum. Non sono ancora certe le motivazioni della strage: secondo alcuni si trattava di una rappresaglia a seguito di un’azione partigiana; secondo altri si voleva vendicare una coppia di insegnanti italiani, uccisi a giugno poiché agivano anche da informatori per i fascisti, oltre a essere noti per i maltrattamenti ai danni degli studenti croati.Fatto sta che quel 12 luglio del 1942 le forze italiane si recano a Podhum alle prime luci del mattino. All’interno del villaggio, che conta circa un migliaio di abitanti, prelevano quasi tutti gli uomini tra i quindici e i sessantacinque anni. A gruppi di cinque o quindici li fucilano a poca distanza. Quando il sole è ormai alto in cielo sono 105 i corpi riempiono le fosse. Gli italiani tornano a Podhum e deportano il resto della popolazione, dando poi fuoco al villaggio. Tra i pochi ruderi rimasti in piedi, uno presenta la scritta “W il duce”.In quei giorni la stessa sorte di Podhum tocca a numerosi villaggi della provincia di Fiume. —Raccontiamo questa storia in “Ventennio di sangue – Un almanacco di fatti, uomini e politiche criminali del fascismo”. Lo trovate seguendo il link nel primo commento. Vedi meno