
Gli Stati Uniti d’America sganciarono due bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki il 6 e il 9 agosto 1945, provocando fino a 220.000 vittime, la resa incondizionata del Giappone e la fine della Seconda Guerra Mondiale
Hiroshima (6 agosto 1945): Alle ore 8:15, il bombardiere B-29 Enola Gay sganciò l’ordigno all’uranio denominato “Little Boy”, che rase al suolo la città causando circa 80.000 morti immediate.
Nagasaki (9 agosto 1945): Alle ore 11:02, un secondo aereo sganciò la bomba al plutonio “Fat Man”, provocando decine di migliaia di ulteriori vittime.
Oggi ricorre l’anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima.Una città cancellata in pochi istanti. Tra 90.000 e 166.000 vittime. Bambini, anziani, famiglie intere vaporizzate o condannate a sofferenze indicibili che si sarebbero protratte per decenni.La parte che fa più rabbia?La guerra era ormai agli sgoccioli. Il Giappone era allo stremo.Ma quella bomba non serviva soltanto a piegare il Giappone. Serviva soprattutto a mandare un messaggio all’Unione Sovietica:«Guardate di cosa siamo capaci.»Ancora oggi, gli Stati Uniti restano l’unico Paese nella storia ad aver impiegato armi nucleari contro una popolazione civile.Due volte.Hiroshima. Nagasaki.Questi sono fatti storici. Non opinioni.Mentre si continua a parlare di “libertà”, di “democrazia” e di “ordine internazionale”, ricordiamo anche le vittime di Hiroshima e Nagasaki.Ricordiamo chi erano quelle persone sotto la nuvola a fungo.Perché la memoria non può essere selettiva.Non dimentichiamolo mai
