
17 / 20 settembre 2026 | Pieve Santo Stefano, Arezzo 4 settembre 2026. È stata presentata questa mattina a Firenze presso la sede della Regione Toscana la 42esima edizione del Premio Pieve Saverio Tutino, dal 17 al 20 settembre nella città del diario con il titolo La Repubblica nelle memorie (1946-2026).
“L’Archivio di Pieve Santo Stefano” nelle parole del presidente della Regione Giani “è unico in Italia: un vero giacimento culturale legato al profilo ed all’essenza della Toscana della Cultura. Ricordo che ne parlammo anni fa con l’allora ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che aveva l’intenzione di farne un esempio virtuoso strettamente collegato con i progetti di rilancio a livello europeo della cultura italiana. Come Regione Toscana abbiamo cercato in questi anni di avvicinarci sempre di più alle iniziative dell’Archivio e ora che siamo parte della Fondazione stiamo pensando a nuovi progetti per poter dare sempre più spazio a questa esperienza che unisce memoria e letteratura popolare. Ogni anno arrivano nuovi contributi diaristici e questo ricorda quella bella frase del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, venendo a Civitella Val di Chiana per gli 80 anni dalla Liberazione, concluse il suo intervento ricordando che “La memoria è il futuro”.
“L’Archivio rinnova oggi “spiega il Presidente dell’Archivio Diaristico Albano Bragagni “i principi di Saverio Tutino, giornalista sensibile e visionario, cercando sempre di più di allargare linguaggi, strumenti e opportunità in grado di stimolare un dibattito sulla memoria, che non è una cosa polverosa ma qualcosa di vivo che ci aiuta a capire il nostro passato e anche leggere in modo diverso il futuro”. “E’ quello che faremo dal 17 al 20 settembre con la Repubblica nelle Memorie (1946-2026)” continua la direttrice Natalia Cangi “a 80 anni dal voto, che trasforma l’Italia in democrazia pensando a come questa data è rimasta incisa nella vita delle persone. Mantenerne vivo il ricordo è anche scegliere come immagine simbolo di questa edizione un volto di donna accostato a una matita copiativa, simbolica di quel momento storico. Da lì siamo partiti per costruire un programma che vede protagonisti gli scritti delle donne”. In questa edizione è centrale l’incontro A 80 anni dalla nascita della Repubblica in cui Camillo Brezzi, direttore scientifico dell’Archivio Diaristico Nazionale, guida una riflessione sul ruolo di ciascun cittadino nella costruzione della vita pubblica, con Marco Damilano, Patrizia Gabrielli e Umberto Gentiloni Silveri. È il contesto in cui si inseriscono i ricordi di Orlando Orlandi Posti, giovane martire della barbarie nazista, e della contadina mantovana Clelia Marchi, il cui Lenzuolo costituisce una testimonianza unica e straordinaria di scrittura autobiografica: per Orlando, Guido Barbieri cura la lettura Dove almeno troverò un po’ di pace affidata alla voce di Paola Roscioli, mentre a partire dal volume Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine (Forum, 2026) il professor Brezzi porta il pubblico alla scoperta della cancellata monumentale -realizzata dall’artista friulano Basaldella pochi anni dopo l’eccidio- assieme al fotografo Luca Laureati e a Walter Veltroni.Quest’ultimo è relatore anche dell’incontro dedicato a Clelia, a quarant’anni dall’arrivo del Lenzuolo a Pieve Santo Stefano. Intervengono inoltre Marino Sinibaldi, Lucia Tancredi, Fabio Zacchi, Monica D’Onofrio e Luca Formenton; Elena Merendelli coinvolge il pubblico in un laboratorio d’artista di scrittura e disegno autobiografico ispirato al Lenzuolo, Matilde Puleo cura la mostra Lenzuola già abitate con opere di Mario Fabbri, Ilaria Margutti, mUmUt. Tanti gli altri appuntamenti nelle quattro giornate del Premio consacrate alla scrittura autobiografica, con numerosi ospiti che affiancano Brezzi e la direttrice Natalia Cangi: scrittori, storici, autori fino a Sara Manisera, Premio Tutino Giornalista, reporter che racconta le contraddizioni, le disuguaglianze, le ferite della storia più recente; e artiste come Lella Costa, Premio Città del diario, attrice e drammaturga che nei suoi spettacoli trasforma il palcoscenico in uno spazio di memoria condivisa. Punto d’arrivo la presentazione degli otto racconti autobiografici tra i quali sarà nominato il vincitore del Premio Pieve 2026. Nella sezione diari diventati libri, tre dei testi finalisti alla scorsa edizione del Premio. Scritti che raccontano vita e aspirazioni durante il secondo conflitto e negli anni della ricostruzione, e che oggi suonano come un appello contro la guerra: la prigionia e la fuga rocambolesca dalle isole del Dodecaneso di Tito Zampa, autore della Storia di un caporale (Succedeoggi Libri, 2026), presentato dall’editore Nicola Fano con Pier Vittorio Buffa, Filippo Focardi, Patrizia Gabrielli, Anna Maria Zampa; il desiderio di approfondire la ricerca scientifica del fisico umanista Eduardo Renato Caianiello nella corrispondenza amorosamente pugnace con sua moglie Carla Persico Dovunque la fisica fosse Fisica. Lettere 1948-1951 (Il Mulino, 2026), quest’anno a Pieve in un incontro con Guido Barbieri, con la figlia di Eduardo e Carla Eva Caianiello e Marco Motta. E l’epistolario di Vittorio Binotto e Bernardina Casarin, affiancato a Mai tardi. Diario di un Alpino in Russia di Nuto Revellinell’incontro Contro tutte le guerre, coordinato da Emanuela Lucchetti con interventi di Filippo Binotto, Giorgio Nisini, Sara Ragusa, Marco Revelli e Giulia Serale. L’epistolario di Binotto-Casarin ha vinto ex-aequo con Caianiello-Persico il Premio Pieve 2025. Oggi è un libro per Terre di mezzo, 2026, con il titolo Mora mia, amore lontano. Lettere di due giovani sposi travolti dalla guerra (1937-1943). Mai tardi. Diario di un Alpino in Russia (Einaudi, 2020) è riletto in chiave di attualità grazie all’iniziativa Per una cultura di pace e di disobbedienza civile. L’eredità del diario Mai tardi di Nuto Revelli, a ottant’anni dalla pubblicazione, curato dalla Fondazione Nuto Revelli ETS. Al termine dell’incontro si svolgerà la donazione della copia digitale dell’autografo di Revelli all’Archivio Diaristico. Sono brani di vite dei nostri giorni quelli riuniti nell’antologia Dov’è la mia pace (Terre di mezzo, 2026), raccolta delle storie vincitrici del decimo concorso DiMMi-Diari Multimediali Migranti (2025), e La vita non è una bella passeggiata, testimonianza autobiografica di Abdulkader Rufai, primo ebook della collana digitale DIMMI di storie migranti. Ne parleranno, alla presenza degli autori, Paola Girani, Soheila Javaheri, Alba Marina Ospina Dominguez, Mihaela Šuman e Alessandro Triulzi in un incontro coordinato da Gaia Colombo. 93 le testimonianze per il concorso DiMMi 2026, che accrescono il fondo archivistico che ha superato 800 testi: 49commissioni territoriali hanno scrutinato opere e autori da 38 differenti paesi di origine o provenienza, in 11 linguediverse. La presentazione dei finalisti avrà un esito performativo ne La lista delle tracce/Tracklist, a cura di Andrea Merendellicon i giovani di Pieve e della Valtiberina. La proposta teatrale del Premio è affidata alla sensibilità femminile, grazie a tre autrici interpreti: Lella Costa, accompagna il pubblico alla scoperta de La Fata, la figura più misteriosa de Le avventure di Pinocchio che guida il burattino tra cadute e scoperte. Gabriella Ghermandi intreccia narrazione, musica e canto nella performance Regina di fiori e di perle, che mette assieme memoria personale e memoria collettiva. Donatella Allegro porta in scena Mai uno che si ricordi di loro costruito sulle memorie di ex- Internati Militari Italiani, una storia poco nota e poco studiata. A Donatella Allegro, con Andrea Biagiotti, è inoltre affidata l’interpretazione dei brani che arricchiscono tutti gli incontri del Premio. progetti e racconti È invece di un italoamericano nato a Boston nel 1919 il film autobiografico Doppio sguardo. Il mondo di Spartaco Scarpellini filmato tra l’Italia e l’America: la vita del protagonista in un diario filmato in 8 mm che dialoga idealmente con le numerose testimonianze custodite dall’Archivio Diaristico. La proiezione è introdotta da Ilaria Ferretti, Paolo Masini e Paolo Simoni. Tra i progetti in corso prosegue I muri parlano, ideato da Diego Dalla Ragione: un percorso urbano della memoria che, attraverso le parole dei testimoni geolocalizzate in installazioni dotate di QR code, restituisce voce alla Pieve Santo Stefano distrutta nel 1944 e alla sua rinascita. Le esposizioni raccontano la memoria con le pagine più belle arrivate a Pieve ne Il tesoro dell’Archivio a cura di Cristina Cangi; i diari migranti sono in mostra con disegnami a cura di Cristina Carraro, Fabrizia Carraro, Giovanni Cocco,Lorenzo Marcolin, Marina Marin, Maddalena Nava, Ilaria Petrussa, Fausto Tormen; una particolare attenzione è per il territorio, protagonista della mostra fotografica 120. Volti e Storie intra Tevero et Arno curata da Federico Emmi, celebrazione del lavoro di donne, uomini e imprese operanti nelle zone limitrofe agli argini toscani di Tevere e Arno, commentata in un incontro animato dal fotografo Giovanni Santi e Andrea Merendelli, autore dei testi, e da Paolo De Simonis e Fabio Pecorari; Elette ed eletti è la mostra documentaria per una riflessione sul rapporto tra genere, cittadinanza e partecipazione politica, attraverso documenti, immagini e testimonianze. Numerosi i concorsi e le premiazioni: terza edizione del Premio Barnaba, concorso letterario per incentivare il racconto delle esperienze vissute nelle sale dei musei, promosso dal Museo Galileo di Firenze: incontro con Monica Barni, Massimo Bucciantini, Natalia Cangi, Roberto Ferrari, Ilaria Gaspari, Enzo Rammairone, Emanuela Rossi e Domenico Scarpa; il Premio speciale Giuseppe Bartolomei attribuito dalla Commissione di lettura è per La mia America, epistolario 1970-1999 di Anna Maccari White, e il Premio per il miglior manoscritto originale è attribuito ex-aequo dall’Archivio Diaristico a Piccolo archivio di una giovinezza diario 1941-1949 di Paola Lancellotti, e a Chiaroscuro, memoria 1921-1945 di Bruno Masnaga, due riconoscimenti assegnati nella giornata in cui la Commissione di lettura, presieduta dalla direttrice Cangi, incontra i finalisti della lista d’onore, autori di testi degni di nota ma non entrati nel concorso principale.Infine, in CONCORSO per il PREMIO PIEVE 2026 le memorie Saturnia di Olga Ajello (1941-1942, da Addis Abeba verso la città di Pola), Pagine bianche con fiori marci all’interno di Nicolò Augelli (2025-2026, dalla provincia di Como), Lidiadi Angela Coletta (1940-1945, dalla Sicilia alle file della Resistenza lombarda), Tricita di Patrizia D’Alterio (1958-2010, dalla Colombia all’Italia), Tutto vene recompenzato di Placido Priscimone (1895-1946, dalla Sicilia al fronte nord-est della Seconda guerra); la memoria-diario Una via che in principio credevo la buona di Mario Barbieri (1897-1945, dal Veneto ai due fronti bellici del Novecento); il diario Carissima bandiera di Fernanda Capece Minutolo (1946, dall’Italia post referendaria al Portogallo), l’autobiografia Clandestino. Una vita non prevista di Nedal Cini Al Zyod (1966-2025, dalla Giordania all’Italia).
L’opera giudicata vincitrice dalla Giuria nazionale -Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Natalia Cangi, Gabriella D’Ina, Luca Formenton, Patrizia Gabrielli, Paola Gallo, Antonio Gibelli, Roberta Marchetti, Melania G. Mazzucco, Annalena Monetti, Stefano Pivato, Sara Ragusa- sarà annunciata nella manifestazione conclusiva del 20 settembre, condotta da Guido Barbieri e Monica D’Onofrio, affiancati da Paola Roscioli e Mario Perrotta per le letture. La presentazione sarà trasmessa in differita da Rai Radio3 il 22 settembre alle 20:45.
Il 42° Premio Pieve è ideato e organizzato dall’Archivio Diaristico Nazionale e sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Pieve Santo Stefano, Comitato per le celebrazioni del centenario della nascita di Saverio Tutino, Consiglio Regionale della Toscana, Banca di Anghiari e Stia, Camera di Commercio di Arezzo e Siena, Fondazione CR Firenze, L.A. Sistemi, TCA SpA, Coesione Italia 21-27 Toscana, e cofinanziato dall’Unione Europea.
Con il patrocinio di RAI Toscana e la media partnership di Rai Radio3 e InToscana
PREMIO PIEVE 2026
l’opera ritenuta più meritevole dalla Giuria nazionale, fra le otto finaliste, è premiata con 1.000€ e la pubblicazione del testo, a cura della casa editrice Terre di mezzo
direzione artistica Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Massimiliano Bruni, Natalia Cangi, Giancarlo Della Luna, Monica D’Onofrio, Nicola Maranesi, Filippo Massi
giuria nazionale Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Natalia Cangi, Gabriella D’Ina, Luca Formenton, Patrizia Gabrielli, Paola Gallo, Antonio Gibelli, Roberta Marchetti, Melania G. Mazzucco, Annalena Monetti, Stefano Pivato, Sara Ragusa
commissione di lettura Natalia Cangi (presidente), Ivana Del Siena, Patrizia Dindelli, Carlo Fabbri, Rosanna Innocenti, Valeria Landucci, Antonio Magiotti, Giulia Mori, Luisa Oelker, Giada Poggini, Marco Rondoni, Marco Vecchiattini, Maria Zucca