
Il fascino della famiglia Vitelli, il suo impatto sul tessuto urbanistico di Città di Castello e la storia della Criptosignoria, ricca di riferimenti culturali, sociali e artistici, continuano a chiamare a raccolta la comunità tifernate. Grande partecipazione, infatti, per l’incontro “Palazzo Vitelli a San Giacomo: scrigno di opere perdute e ritrovate”, terzo appuntamento del ciclo promosso dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, presieduta dall’avvocato Fabio Nisi.
La nutrita platea di cittadini, cultori e rappresentanti di associazioni e istituzioni ha testimoniato ancora una volta il forte interesse per una vicenda storica identitaria. Si tratta di un percorso che intende favorire una maggiore consapevolezza culturale e civica, promuovendo al contempo la partecipazione attiva della collettività. Ha introdotto i lavori l’ingegner Marco Conti, consigliere dell’Associazione, che ha presentato la relatrice e annunciato l’avvio delle attività dedicate alle scuole di Città di Castello, pensate per rinsaldare il legame delle giovani generazioni con il proprio territorio. Nel suo intervento, la dottoressa Sara Borsi, cultrice di storia dell’arte e docente di italiano al Liceo internazionale di Parigi, ha inizialmente analizzato il contesto storico e culturale in cui si svilupparono le diverse fasi di costruzione dei palazzi e le relative campagne decorative. Successivamente, ha illustrato il suo percorso di studi post-dottorato, volto a ricostruire la collezione di dipinti appartenuti alla famiglia tra il Quattrocento e il Cinquecento. Grazie all’analisi di documenti inediti, la studiosa ha delineato le figure dei committenti, con particolare attenzione a monsignor Giulio Vitelli e monsignor Francesco Decio Vitelli, proprietario anche di un patrimonio librario considerato il primo nucleo dell’odierna Biblioteca comunale. L’incontro è proseguito con un’interessante visita guidata al piano nobile del palazzo, edificato nei primi decenni del Cinquecento per Paola Rossi di San Secondo Parmense e oggi sede della Biblioteca comunale. I partecipanti hanno così potuto ammirare direttamente le splendide caratteristiche artistiche dell’edificio. L’assessora alla Cultura, Michela Botteghi, ha infine sottolineato l’inedito contenuto della conferenza sulla collezione Vitelli, ringraziando i presenti e dando appuntamento al prossimo incontro previsto per il mese di novembre. L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Città di Castello, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dalla Banca di Anghiari e Stia, si avvale della segreteria di Giulia Francini e della grafica di Fabrizio Manis, inserendosi nel solco degli studi sul circuito dei palazzi rinascimentali condotti nel corso degli anni.