
È successo nella frazione di Rofelle, nel comune di Badia Tedalda. Dopo la comparsa e la successiva scomparsa di alcuni post su Facebook, accompagnati da critiche alla stampa locale per non aver partecipato all’evento, è bene fare chiarezza su quanto accaduto. L’invito alla stampa non c’è mai stato!
Nessuno può immaginare cosa passi per la testa di un’altra persona. Va ricordato che alcuni relatori come:Mara Valentini, presentandosi come cordinatrice del convegno vivono lontano dal territorio da oltre mezzo secolo. Forse, di fronte alla mancanza di temi sufficientemente approfonditi e messa in angolo si cerca visibilità assumendo ruoli che inizialmente sembravano essere soltanto di coordinamento. Improvvisarsi relatori e presentarsi come depositari di una conoscenza assoluta di un passato ormai lontano, e in parte scomparso, lascia una certa amarezza. Torniamo dunque sull’argomento, il convegno dovrebbe essere stato finanziato dal piano Pnrr solo per il borgo di Montebotolino, dopo varie ginocchiere spostato in gran parte a Rofelle, fatto passare come una novità che non è. Alla fine della giornata, i pochi partecipanti non sono riusciti a spiegare con chiarezza di cosa si trattasse. Forse sarebbe stato necessario informare meglio la gente, anche attraverso le locandine affisse nei pochi locali pubblici del territorio, caratterizzate però da una scrittura talmente piccola da risultare difficilmente leggibile. Sulle locandine si parlava di un incontro dedicato agli “imbuti di seta”, nonostante questo pregiato tessuto non abbia una storia riconosciuta in questo territorio. Con il passare del tempo, si è però intuito che l’argomento potesse essere diverso da quello inizialmente compreso. Resta da capire il significato degli strumenti installati in alcuni punti del territorio, il cui funzionamento non è ancora chiaro a tutti, anche se si presume siano legati alla scarsa comunicazione locale. Per Montebotolino, almeno nelle parole, sembra essere stato fatto il massimo: attraverso uno di questi strumenti è possibile ascoltare storie e racconti legati a mattanze della frazione e a personaggi che un tempo si spostavano verso altre località. Tuttavia, analizzando nel complesso il convegno, emerge una certa scarsità di argomenti e di contenuti concreti. La memoria dei luoghi merita rispetto, ma soprattutto chiarezza, competenza e un confronto autentico con chi quel territorio lo vive ancora.