
L’ALPE DELLA LUNA E LA SUA LEGGENDA Ma non se n’erano mai davvero andati: tornavano spesso, e in convento c’erano stanze pronte ad accoglierli. Quando tornavano, si faceva festa. E a una di queste feste il giovane conte Manfredi mise gli occhi su Rosalia, figlia del Signore di Colcellalto.
Lei, poi si seppe, aveva fatto lo stesso con lui.Storia semplice, complicazione semplice: i Montedoglio non ne volevano sapere. Una nobile di campagna, senza mezzi, per il loro erede? Non se ne parlava nemmeno. Ma Manfredi, trovava sempre un buon motivo per fare un salto a Badia Tedalda — e da lì a Colcellalto il passo era breve. Una sera di luna piena Rosalia gli raccontò il segreto dell’Alpe della Luna: quando l’astro sembra posarsi proprio lì sopra, chi riesce a toccarlo può ottenere ciò che desidera. E sull’Alpe, aggiunse, ci sono anche tesori. Nessuno però è mai riuscito a prenderli, perché quella montagna appartiene alla luna, e la luna non perdona chi le si avvicina. Al giovane conte bastò sentirlo per decidere. Una mattina di maggio sellò due cavalli: uno per sé, uno per Rosalia, che volle seguirlo. Partirono verso l’Alpe con l’idea che quei tesori avrebbero risolto tutto: anche l’ostilità di una famiglia. Di loro non si seppe più nulla. Ancora oggi, dicono, nelle notti di luna piena si ode un galoppo tra i crinali. E chi guarda con attenzione scorge due ombre, ferme, con le mani tese verso il cielo: a cercare, da secoli, di toccare la luna.{ Ma perché “Alpe della Luna”? Su questo nemmeno gli storici concordano. C’è chi guarda alla roccia: su un versante del Monte dei Frati si apre un’alta parete di pietra, dalla forma a falce — Ripa della Luna, la chiamano — e non ci vuole molta fantasia per pensare che quel profilo curvo, visto da lontano, abbia suggerito il nome a chi per primo attraversò questi crinali. E c’è chi va più indietro ancora, fino a riti dedicati alla luna che si sarebbero svolti su questi monti in epoche antichissime, prima ancora che arrivasse il cristianesimo a ridisegnare le mappe del sacro. Difficile dire quale delle due versioni sia quella giusta. Ma forse, per una montagna che si è guadagnata una leggenda come questa, un’origine incerta è quella che le si addice di più }