
“Il 25 luglio eravamo sui campi e non avevamo sentito la radio. Vengono degli amici e ci dicono che il fascismo è caduto, che Mussolini è in galera. È festa per tutti” scrive papà Cervi. Ed è Aldo, il terzogenito, che gli fa la proposta. “Papà, offriamo una pastasciutta a tutto il paese”. Alcide accetta. “Facciamo vari quintali di pastasciutta insieme alle altre famiglie. Le donne si mobilitano nelle case intorno alle caldaie, c’è un grande assaggiare la cottura, e il bollore suonava come una sinfonia.Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore.
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Uno se ne sta a leggere sotto l’ombrellone sulla spiaggia di Viareggio, ma squilla il telefono. Si vede il numero 0584 1788466, non mi fido ma non ha un prefisso inglese o di chi sa dove… Rispondo. Sono Cinzia, so che lei abita in via tal dei tali e che c’è un appartamento in vendita, è il suo?
