Le certe ed evidenti conseguenze sanitarie dell’inquinamento atmosferico

AREZZO – Le certe ed evidenti conseguenze sanitarie dell’inquinamento atmosferico arrecato da impianti di incenerimento di rifiuti. Continuo imperterrito ad esprimere forte preoccupazione in merito ai dati ed alle evidenze scientifiche riguardanti le conseguenze sanitarie legate all’inquinamento atmosferico derivante dall’attività degli impianti di incenerimento di rifiuti, sia urbani che speciali:

è fondamentale sottolineare che – sebbene tali impianti possano anche operare nel rispetto formale dei limiti emissivi previsti dalle normative vigenti – una corposa letteratura evidenzia i gravi rischi per la salute pubblica che non possono assolutamente essere ignora Numerosi studi – tra cui quello dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica del 2011 e molti successivi – indicano una chiara ed evidente correlazione tra le emissioni degli inceneritori e l’insorgenza di varie e gravi patologie, tra cui malattie neoplastiche: recentemente, una revisione della letteratura ha confermato associazioni tra la residenza – e le attività lavorative – in prossimità di inceneritori e alterazioni della gravidanza, mortalità e malattie respiratorie. Tra le somme di diversi studi pertinenti, emerge che la vicinanza agli inceneritori – anche quelli pomposamente definiti di “ultima generazione”  – è stata associata a:

1) Un incremento – statisticamente significativo – dei tumori maligni, con particolare riferimento a linfomi non-Hodgkin e tumori polmonari;

2) Aumenti – statisticamente significativi – della mortalità totale e di malattie specifiche, come il cancro colon-rettale (+ 400%) e il cancro ai polmoni (+ 180%);

3) Patologie – non neoplastiche – come l’ipertensione (+ 190%) e le malattie ischemiche del cuore (+ 90%);

4) Disturbi respiratori, evidenziati da aumenti esponenziali di ricoveri ospedalieri per BPCO.

Le segnalazioni di studi provenienti da vari paesi – oltre al nostro – tra cui Giappone, Francia e Taiwan, rivelano anche una correlazione – statisticamente significativa – tra esposizione a varie tipologie di diossine e gravi ritardi psicomotori nei bambini, malformazioni congenite, disturbi di varia gradazione dello spettro autistico e problemi di salute in donne in gravidanza, evidenziando un trend assai allarmante che trascende i confini nazionali. In Italia, un’ampia coorte di studio – tra cui quello “famoso” Life plus, che ha interessato con dovizia di particolari la zona aretina dell’impianto di San Zeno e limitrofe, condotta dal Prof. Fabrizio Bianchi, Responsabile Unità di Ricerca Epidemiologia Ambientale e Registri di Patologia, Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, nonché Responsabile dei registri regionali della Toscana Malattie Rare e Malformazioni Congenite-Fondazione Toscana Gabriele Monasterio – ha dimostrato una chiara e cristallina connessione tra le emissioni dell’impianto di incenerimento di che trattasi e la mortalità per cancro e non solo: tali evidenze pongono interrogativi cruciali sulla sostenibilità e sicurezza di mantenere ulteriormente tali eco-mostri nelle nostre comunità…altro che triplicarne la capacità di incenerimento, come il centrodestra comunale aretino ed il centrosinistra regionale toscano vogliono di comune accordo ed a tutti i costi portare avanti…Di fronte a questi risultati incontrovertibili, è fondamentale che le comunità, le istituzioni locali e nazionali si adoperino per una revisione critica delle politiche relative alla gestione dei rifiuti, prendendo in considerazione le tante, esistenti e funzionanti alternative sostenibili e sicure che tutelino la salute pubblica, con il rispetto dei principi di prevenzione e precauzione.

Fausto Tenti, Movimento “Costituente Comunista”, Sezione Provinciale di Arezzo

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