
Celebrato come Capodanno, una festa civile e religiosa che segna l’inizio del nuovo ciclo. A livello religioso, è la Solennità della Madre di Dio (Maria) e la festa della Circoncisione di Gesù mentre storicamente risale alle antiche tradizioni romane legate al dio Giano, il dio delle porte e dei passaggi, e fu ufficialmente fissato come inizio anno da Papa Innocenzo X nel 1691
La festa del primo giorno dell’anno, ovvero Capodanno, è tarata sul calendario gregoriano. Come molte altre festività del calendario cristiano, Natale compreso, venne sovrapposta a celebrazioni legate ai riti del passaggio delle stagioni che i romani a loro volta assimilarono e regolarono in base al loro pantheon. I romani chiudevano il ciclo di festeggiamenti coincidente col solstizio d’inverno, i saturnali dal 17 al 23 dicembre, con una festa dedicata a Giano, dal cui nome latino Ianus deriva quello del primo mese dell’anno gennaio (Ianuarius; tutti i nomi dei mesi sono romani) assegnato dal re Numa Pompilio: fin dai suoi tempi, il santuario di Giano nel Foro Romano rimaneva chiuso in tempo di pace e veniva aperto in tempo di guerra.
Da Giano a Giulio Cesare
Giano era una divinità molto importante della Roma antica, era il dio dell’origine del mondo quindi non era figlio di altri, ed era prettamente romano-italico. Presiede tutti gli inizi, tutti i passaggi sia materiali che immateriali, le intraprese dei singoli ma anche delle istituzioni. Divinità antichissima legata alla vita delle tribù arcaiche del Lazio e alla civiltà agropastorale, accomunava tutti i popoli laziali che continuarono a riconoscerlo come il padre della civiltà italica (mitico re primigenio sul monte che prende il suo nome, il Gianicolo). Non era stato importato dalla mitologia greca e non fu mai sincretizzato (tipo Era-Giunone, Dioniso-Bacco, Atena-Minerva, Eros-Cupido e così via), ma col tempo assunse caratteri più complessi man mano che si faceva più complessa la società romana. Era rappresentato con due facce perché guardava il passato e il futuro. La festività dedicata a Giano era quindi molto importante, ma venne fatta coincidere col primo giorno dell’anno nel momento dell’introduzione del calendario giuliano istituito da Giulio Cesare nel 46 avanti Cristo e rimasto in vigore fino al 1582 quando fu sostituito dal precisissimo calendario di Papa Gregorio XIII (che perde un solo giorno in 3223 anni, mentre quello giuliano ne perdeva uno ogni 128 anni circa). Dopo di lui, fu Ottaviano Augusto a imporre la strutturazione fissa ogni 4 quattro anni dei bisestili così denominati da Cesare. Prima di Giulio Cesare i romani celebravano l’inizio a marzo. Una reminiscenza è mantenuta nella città di Firenze, che tradizionalmente festeggia l’inizio dell’anno il 25 marzo. Altrimenti tutti quanti hanno adottato il calendario gregoriano festeggiano il 1° gennaio, che la Chiesa cattolica, mentre ha assegnato a San Sivestro l’ultimo giorno dell’anno, alla solennità di Maria, Madre di Dio, titolo conferito fin dal concilio di Efeso nel 431 d.C.