Cisl Fisascat, il 21 gennaio Cup in sciopero

Alla base della decisione la necessità di tutelare la dignità lavorativa e personale degli operatori” Si alza il livello della mobilitazione nei servizi sanitari territoriali. La Fisascat Cisl, insieme a Filcams Cgil, annuncia lo sciopero per l’intero turno dei lavoratori impegnati nei servizi Cup dell’Asl Toscana Sud Est in provincia di Arezzo, fissato per il 21 gennaio, dopo l’esito negativo dei confronti avviati nelle scorse settimane

Alla base della decisione, spiegano dal sindacato, la necessità di tutelare la dignità lavorativa e personale degli operatori. «La questione centrale – afferma la segretaria Cisl Fisascat Arezzo Maria Rosaria Esposito – è la messa in gioco della dignità di ogni singola lavoratrice e lavoratore. Parliamo di persone che hanno dato tempo, disponibilità e professionalità al servizio Cup e all’azienda, spesso oltre quanto dovuto, senza che questo impegno venisse adeguatamente riconosciuto. Questo non è un favore: è un diritto».

La segretaria sottolinea anche il ruolo della committenza pubblica.

«Chi affida un servizio in appalto o subappalto ha il dovere di monitorare non solo le ore contrattuali, ma anche le condizioni reali di lavoro. Gli operatori Cup lavorano a contatto diretto con la cittadinanza: se sono sottoposti a stress, burnout o condizioni ambientali inadeguate, ne risponde anche il committente pubblico. Il monitoraggio del clima interno e del benessere psicofisico è un obbligo, non un optional».

La Cisl Fisascat segnala inoltre criticità legate alla salute e sicurezza in alcune postazioni di lavoro. «Abbiamo già evidenziato – prosegue Esposito – situazioni non soddisfacenti dal punto di vista della sicurezza e del comfort ambientale, come postazioni prive di adeguato riscaldamento o collocate in spazi non idonei. Anche questo incide sul benessere degli operatori e sulla qualità del servizio reso ai cittadini».

Lo sciopero del 21 gennaio vuole dunque «scuotere la committenza e l’azienda affinché si arrivi finalmente a soluzioni concrete», conclude la Cisl Fisascat, ribadendo la disponibilità al confronto ma «non a scapito dei diritti e della dignità di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale».

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