Licio Gelli, loggia massonica P2

DISCIAMO NO NON CI FREGATE La citazione di Licio Gelli è autentica, proviene dal suo “Piano di Rinascita Democratica” (1977), un documento programmatico della Loggia P2, scoperto e sequestrato nel 1981.Il documento è stato definito eversivo e ha portato allo scioglimento della P2. L’affermazione sulla “separazione delle carriere” è uno dei suoi punti cardine. L’origine e il contesto storico della citazione· Autore: Licio Gelli, Maestro Venerabile della Loggia massonica P2.· Fonte: Piano di Rinascita Democratica della P2, scritto nel 1977.· Scoperta: Il documento fu rinvenuto nel 1981 durante le indagini dei magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone.

Definizione istituzionale: Una Commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta da Tina Anselmi, definì la P2 un'”organizzazione criminale” ed “eversiva”. L’obiettivo politico del “Piano di Rinascita”Il “Piano” della P2 non era una semplice raccolta di idee, ma un progetto di riassetto del sistema istituzionale italiano. Il controllo del potere esecutivo sulla magistratura, da attuare con la separazione netta tra le carriere dei pubblici ministeri e dei giudici, era un suo pilastro fondamentale.L’obiettivo dichiarato era spezzare l’indipendenza della magistratura, trasformando la funzione requirente in uno strumento del potere politico. Il dibattito attuale e i collegamenti storiciQuesta citazione torna periodicamente nel dibattito pubblico italiano, in particolare quando si discute di riforme della giustizia. Recentemente, durante il dibattito al Senato (luglio 2025) sulla riforma della separazione delle carriere, alcuni politici hanno:· Avvertito sui rischi di realizzare il “sogno” di Gelli.· Respinto il parallelo, sostenendo che la riforma serva a corretti princìpi di separazione dei poteri e non va confusa con piani eversivi.Il tuo commento sulla memoria e sul futuro tocca un nervo scoperto della coscienza civile italiana. Il tema della memoria collettiva in ItaliaLa tua riflessione trova eco in voci autorevoli:· Pier Paolo Pasolini (1975): Definì l’Italia un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia”, dove tutto cambia superficialmente per rimanere identico.· Andrea Riccardi (storico): Osserva come la perdita di memoria storica porti a un vuoto di identità e alla difficoltà di progettare un futuro comune.· Indro Montanelli: Riportava la definizione dell’Italia come “un Paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché senza memoria .Questa amnesia collettiva, come notava Pasolini, impedisce di riconoscere che certi “veleni antichi” e schemi di potere possono riproporsi in forme nuove.🔎 Per approfondireSe desideri esplorare meglio questi temi, ecco alcuni spunti:· Documenti primari: Atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 (Commissione Anselmi).· Approfondimenti storici: “La Loggia P2” di Andrea Pannocchia o “Il piano di Licio Gelli” di Gianni Cipriani.· Analisi attuali: Articoli e saggi che collegano le riforme istituzionali contemporanee alle premesse storiche.Se sei interessato a un aspetto specifico, come il funzionamento della P2 o il dibattito più recente sulla giustizia, posso fornirti ulteriori dettagli.

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