
«Il rischio di chiusura del punto nascita dell’Ospedale della Gruccia rappresenta l’ennesimo, grave errore nella gestione della sanità territoriale. Un vero e proprio disastro annunciato, frutto di scelte organizzative sbagliate e di una lunga sottovalutazione dei problemi, che oggi mette a repentaglio un servizio essenziale per oltre 100.000 cittadini del Valdarno».
Così Giovanni Rotella, responsabile sanità Cisl Funzione Pubblica Arezzo, interviene sulla vicenda del punto nascita del Valdarno, dopo le notizie circolate in questi giorni sul possibile stop all’attività. «Sono anni – prosegue Rotella – che come Cisl Fp segnaliamo le criticità organizzative del punto nascita della Gruccia. Criticità note a tutti, ma rimaste senza risposte concrete. Nel 2022 si registrarono 493 parti, appena sotto la soglia dei 500. Un dato assolutamente che era recuperabile con minimi interventi organizzativi, che però non sono mai stati messi in campo. Così da evitare la prima richiesta di deroga».«Nel 2023 la situazione è ulteriormente peggiorata: per quasi un anno il reparto è rimasto senza primario, con una grave carenza di ginecologi. Si è fatto ricorso a medici “a gettone”, una soluzione tampone che non poteva certo garantire continuità, progettualità e tutela di un servizio così delicato. In quell’anno i parti sono scesi a 471. Anche in questo caso nessun intervento strutturale, nessuna assunzione di responsabilità da parte della dirigenza aziendale». «Solo nell’aprile 2024 arriva finalmente il nuovo primario. I parti risalgono a 484, ancora una volta appena sotto la soglia minima. Nonostante gli sforzi del primario per riconciliare i professionisti del territorio con il punto nascita, i numeri si alzarono ma rimasero condizionati dal dato negativo della prima metà dell’anno. Nel 2025, in un anno negativo (dato nazionale meno 10%), i parti si fermano a 455. A quel punto il danno era ormai compiuto: siamo alla quarta deroga consecutiva, ben oltre quanto previsto dalle norme». «Il paradosso – sottolinea Rotella – è che rischia di chiudere uno dei punti nascita più qualificati della Toscana.La Gruccia è “Ospedale Amico del Bambino”, riconoscimento UNICEF unico degli 8 in Toscana. Offre un approccio fisiologico al travaglio, con il parto in acqua che esiste da quasi 30 anni, modello “one to one” che garantisce la stessa ostetrica lungo tutto il percorso nascita, servizio pronto-latte H24 per le neo mamme, taglio cesareo dolce con la presenza del padre in sala operatoria e contatto immediato madre-bambino. Un’eccellenza costruita negli anni grazie alla professionalità delle ostetriche e di tutto il personale sanitario». «La chiusura del punto nascita – avverte la CISL FP – metterebbe a serio rischio anche la pediatria e il Pronto Soccorso pediatrico, servizi strettamente collegati e fondamentali per la sicurezza sanitaria del territorio». «Siamo di fronte a una situazione inaccettabile – conclude Rotella – causata da anni di mancate decisioni, assenza di ascolto e sottovalutazione delle segnalazioni sindacali. Le soluzioni c’erano e continuano ad esserci. Ciò che è mancato è la volontà di intervenire per tempo e di preservare le eccellenze sanitarie del territorio. Tale situazione rischia di ripetersi in merito ad altri setting, che versano in condizioni difficili. Serve ora una risposta immediata, concreta e duratura da parte dell’Azienda e della Regione, prima che un servizio fondamentale venga definitivamente compromesso