Palazzo del Pero (AR), verso la “Festa del lupo”

Ci troviamo ancora nel rassicurante e mai banale territorio di Arezzo, questa volta nella placida località di Palazzo del Pero, dove, nel giro di pochi mesi, la normalità ha deciso di superare sé stessa.

Nulla di straordinario: un branco stanziale di cinque lupi (di cui almeno un paio probabilmente ibridi) che ha scelto di mettre radici nel paese, un quantitativo notevole di gatti della zona trasformati in contributo involontario alla biodiversità, una pecora uccisa il 28 dicembre e, a suggellare il quadro, l’avvistamento di un lupo che la mattina dell’otto gennaio passeggiava serenamente, in pieno giorno, lungo la recinzione della scuola elementare del paese. Ordinaria amministrazione, del resto, ci troviamo in una provincia che può vantare più lupi della Svizzera e addirittura tre volte quelli del Parco di Yellowstone, è un primato di cui andare fieri, o quantomeno rassegnati. Poiché le istituzioni, con encomiabile coerenza, fanno finta di nulla e la politica coltiva un disinteresse ormai raffinato, mentre noi che quotidianamente segnaliamo il degrado del territorio e veniamo etichettati come “procuratori di allarmi” o addirittura “terroristi”, abbiamo deciso di evitare la solita e stancante criminalizzazione cambiando registro.

Nessun giudizio, nessuna critica: solo spirito di adattamento.

Dato che i lupi spuntano come funghi, proprio a Palazzo del Pero, perché non fare di necessità virtù?
Palazzo del Pero, patria storica del fungo porcino e della sua compianta e celebre festa, potrebbe rispolverare la sua vocazione conviviale inaugurando la “Festa del Lupo”. Considerato l’alto numero di fanatici ed ossessionati della specie presenti in provincia, ma anche nella stessa Palazzo del Pero, il successo è praticamente garantito.

Dobbiamo guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

In fondo, cosa c’è di più educativo ed evocativo per un bambino che osservare i lupi aggirarsi intorno alla propria scuola? Un’esperienza che difficilmente si dimentica.
L’unica piccola accortezza tecnica riguarda la recinzione: quella attuale funziona egregiamente per impedire ai bambini di uscire, ma risulta meno efficace nel tenere il lupo fuori.
Nulla che non si possa risolvere con un semplice cambio di paradigma.
Far conoscere la natura ai bambini attraverso il contatto diretto con i lupi è, del resto, un’esperienza meravigliosa. Se qualcuno nutrisse ancora dubbi, può sempre chiedere ai genitori dei tre bambini predati dai lupi a VastoChieti e Roma.

Solo l’intromissione di genitori sinceramente troppo apprensivi ha compromesso quella che poteva essere un’esperienza completamente e definitivamente immersiva e autentica di contatto con la natura.
Ma non c’è motivo di agitarsi.

Va tutto bene, non vogliamo allarmarvi, continuate a dormire. State sereni e viva il lupo!

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