È chill la “parola giovane dell’anno”

Roma, dall’iniziativa che invitava a votare le parole o le espressioni più significative dell’uso giovanile per il 2025 è risultata vincitrice la parola selezionata dall’Accademia della Crusca Nel lontano 2008 la casa editrice tedesca Langenscheidt ha lanciato la Jugendwort des Jahres (“parola giovanile dell’anno”) e nelle ultime tornate, sui vocaboli in lizza, il dibattito collettivo sulla voce da incoronare è stato accesissimo ed entusiasmante

Nel 2025 il gioco tanto amato dai tedeschi si è giocato anche da noi. L’iniziativa, ideata dal linguista Massimo Arcangeli, aperta a tutti ma indirizzata in particolare ai giovani e ai giovanissimi, si è svolta  nella cornice del Festival della Lingua Italiana e delle Lingue d’Italia e in collaborazione con i Comuni di Siena, di Firenze e di Grosseto, con la Regione Toscana, con il Consiglio Regionale della Toscana e il Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana, con la Unicoop di Firenze, con la Rete Nazionale dei Licei Classici, ideata e realizzata dalla dirigente scolastica Elisa Colella, con la storica trasmissione televisiva Striscia la Notizia, che ha mandato in onda un servizio sulle scelte dei giovani di tutta Italia, accompagnate a una definizione, un commento, un audio, un video o altro, e ancora con il Festival del Cinema di Taormina e il Filming Italy Sardegna Festival. Nella seconda di queste due ultime manifestazioni, dirette da Tiziana Rocca, testimonial e ambasciatori del progetto sono stati più di 200 studenti e studentesse dell’Università di Cagliari, partner del festival dalla sua prima edizione, che hanno indossato per l’occasione, nella giornata conclusiva dell’evento, andato in onda in seconda serata su Rai 1, magliette con su stampate le parole più gettonate fino a quel momento  (giugno 2025): amoaurabobbarebrobroskichillcringefraletsgoskirimastoslay.

Alle moltissime scuole partecipanti, fra secondarie di primo e di secondo grado, si sono aggiunti enti, aziende e istituzioni, oltre a personalità del mondo dell’imprenditoria, dell’università, della cultura, ecc., in qualità di testimonial, singoli o collettivi. La “parola giovane dell’anno” ha visto la partecipazione, fra gli altri, delle Università degli Studi di Firenze e di Siena, dell’Università per Stranieri di Siena, del Polo Universitario Grossetano, della Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, dell’Accademia della Crusca, della Società Dante Alighieri, e dei suoi comitati locali di Grosseto e di Siena, dell’associazione Step-Net di Viviana Castelli, delle case editrici Zanichelli e Mondadori Edu e di alcuni primi cittadini. L’Accademia della Crusca ha puntato su chill e il suo presidente, Paolo D’Achille, su aura, la Società DanteAlighieri su bro (per brother) e fra (per fratello). Sara Funaro, sindaca di Firenze, Nicoletta Fabi, sindaca di Siena, e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, hanno scelto rispettivamente boomerchill e ghostare. Mondadori Edu, traendole dal dizionario d’italiano Devoto-Oli, ha selezionato, oltre a bro e a ghostare, i vocaboli bestiecringedissingcrush e triggerare.

Le cinque parole che si sono contese fino all’ultimo il gradino più alto del podio, votate da una giuria popolare composta di migliaia di giovani e giovanissimi dell’intera penisola e scelte fra le tante in uso, sono state aurabrochillghostare e rimasto. Nel rush finale una giuria di qualità composta da 15 persone (sette adulti, fra insegnanti, docenti universitari e dirigenti scolastici, e sette giovani di età compresa fra i 14 e i 18 anni, più un presidente, un giovane fra i 19 e i 21 anni) ha scelto tre parole delle cinque indicate, in ordine di preferenza, e alla prima, alla seconda e alla terza scelta di ognuno dei membri della giuria sono stati assegnati rispettivamente 3 punti, 2 punti e 1 punto.  Ecco l’esito della votazione: chill, 25 punti; aura, 23 punti; bro e ghostare, 17 punti; rimasto, 14 punti.

Alla fine si è dunque imposta chill, la parola già selezionata dai giovani e giovanissimi sardi e dai loro coetanei siciliani, premiati al Festival del Cinema di Taormina, dalla prima cittadina di Siena e dall’Accademia della Crusca,che ha motivato così la sua scelta: «Nel linguaggio giovanile, e nei suoi usi in rete, chill assume il significato generico di ‘rilassamento’, ‘tranquillità’, ‘relax’ e ‘calmo’, ‘tranquillo’, ‘privo di stress’. Come sostantivo e aggettivo può descrivere un atteggiamento sereno e disinvolto, una persona rilassata e calma, un’attività priva di pressioni o stress, una situazione piacevole e distesa. Lo troviamo in espressioni del tipo “Dai, stasera facciamo qualcosa di chill, niente di troppo impegnativo”, “Stai chill, non c’è niente di cui preoccuparsi” o “Mi sta simpatico il nuovo professore di fisica, è super chill”, ma anche in locuzioni fisse come stare nel chill: “Oggi non voglio stress, sto nel chill”. In molti suoi usi e contesti può ricordare (e forse sostituire?) un altro termine, ormai noto e in declino, tipico del linguaggio giovanile di qualche tempo fa: scialla. Sebbene neanche chill sia nuovissimo – il suo impiego nei linguaggi giovanili e sui social network è noto da almeno quattro o cinque anni – il suo uso sembra essersi ultimamente ben consolidato tra i giovani appartenenti alle nuove generazioni cosiddette Alpha e Zeta. Tant’è che da chill è derivato il verbo, adattato alla morfologia dell’italiano, chillare (con il participio passato usato con valore aggettivale chillato. La nostra redazione ha dunque scelto chill come parola dei giovani del 2025 non perché sia la più recente, ma proprio in virtù del suo consolidamento nell’uso e della sua rappresentatività generazionale. In un’epoca caratterizzata da velocità e iperattività, dove la società richiede di essere sempre “sul pezzo”, reattivi e produttivi, il linguaggio giovanile risponde con una parola che invita a rallentare, a godersi il momento, a prendersi spazi di autentico relax. Chill è una parola rappresentativa di nuove generazioni per le quali la presa di distanza dallo stress, dalle pressioni sociali, la ricerca della tranquillità, dello svago, della libertà dall’ansia sembrano essere valori di riferimento, in cui i giovani si identificano e si riconoscono».

La scuola prima classificata per la migliore definizione di chill fra tutte quelle pervenute dagli istituti della penisola è il liceo classico G. Carducci di Milano. Ecco la definizione: «Il termine chill, di origine inglese, significa ‘freddo’ o ‘sensazione di gelo’. Nonostante esprima ciò, tra i giovani viene usato con un significato completamente differente, sia in italiano sia in inglese. Chill indica qualcosa di rilassante, che non implica stress. In inglese viene spesso utilizzato come verbo (chill out), per invitare a prendere le cose con calma, senza fretta, ma spesso ha funzione di aggettivo, come in italiano (un’espressione giovanile che lo contiene è “Facciamo qualcosa di chill”, che vuol dire ‘non preoccupiamoci e dedichiamoci a un’attività tranquilla, senza doverci impegnare troppo’). Chill, molto comune nei registri informali delle due lingue citate, compare anche in parole italianizzate, come chillato, per indicare una persona calma, o chilliamocela, per invitare a rilassarsi». Alla classe del secondo anno che ha elaborato questa definizione, un gruppo coordinato dal prof. Emilio Brambilla, sarà conferito, in una delle tre città in cui si svolge il Festival dell’Italiano, un premio assegnato dalla Rete Nazionale dei Licei Classici e il premio speciale “Visioni” per la creatività e il talento giovanile.

Un premio speciale sarà assegnato a Firenze, nella giornata del 19 marzo 2026, alla microsceneggiatura, destinata a diventare una clip, prodotta, in accompagnamento ad aura, dagli studenti dell’Istituto tecnico Primo Levi di Quartu Sant’Elena (CA) coordinati dal prof. Emanuele Impoco: «Una comitiva di adolescenti è in spiaggia e in riva al mare in Sardegna, a maggio, pronta per il primo bagno della stagione. Franci improvvisamente si leva la maglietta, inizia a correre e si tuffa! Un compagno rimasto in riva, guardando l’altro, esclama Franci ha molta aura!  Entrambi annuiscono».

Altri tre premi speciali saranno inoltre assegnati sempre a Firenze, e sempre nella giornata del 19 marzo 2026, alla classe 1E del Liceo delle Scienze Umane Gianni Rodari di Prato, per aver selezionato e ben definito la locuzione essere cucinato («Espressione utilizzata quando si è nei guai e non si ha la possibilità di risolvere o fuggire da quella situazione scomoda. L’abbiamo scelta perché nella vita quotidiana affrontiamo difficoltà dalle quali ci sentiamo intrappolati, ma con questa espressione sdrammatizziamo la situazione») e, per i più bei neologismi, all’associazione Step-Net, che ha coordinato il lavoro prodotto dai nove fra ragazze e ragazzi plusdotati che hanno inventato altrettante parole, corredandole della relativa definizione, e al Liceo statale Regina Elena di Acireale (CT), diretto da Sebastiano Raciti, per aver inventato la parola elevanza, spiegata così: «Termine che racchiude in sé l’essenza dei valori più alti e dell’eleganza più raffinata. Etimologicamente, il cuore della parola risiede in elevato, sinonimo di nobile e sublime, combinato con una sfumatura di eleganza, che porta con sé bellezza, armonia e grazia. Elevanza rappresenta una sintesi straordinaria tra l’aspirazione verso ideali elevati e la capacità di esprimerli attraverso forme belle e armoniose. È una parola che evoca la bellezza intrinseca di valori autentici ed universali, capaci di trasformare il quotidiano in qualcosa di straordinariamente significativo».

Letizia Pini

One thought on “È chill la “parola giovane dell’anno”

  1. בתהליך כה גס ואכזרי. היא נדרשה רק דבר אחד עכשיולשאוף בזמן עם חזה מלא ולפתוח את פיה הקטן והמסודר ככל האפשר. לא הייתה לה שליטה על שום דבר אחר מלבד זה. בסופו של דבר אכלתי שני כריכים, לאורגזמה, ואז התחלתי לפלוט את הזרע שלי בתחת שלה. המלכה שלי, אתה אלוהיאמרתי. מותק, אני רוצה שנייםתכניס לי את הזין ותכנס בעצמך. אני מאוד רוצה את זה, אמרה המלכה שלי. לא שברתי אותה, karnakriya

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