1970, LA RIBELLIONE DI GIANNI RIVERA CONTRO WALTER MANDELLI

La spedizione in Messico nel 1970 fu preparata con molta cura dal Presidente della FIGC Artemio Franchi il quale raggiunse gli azzurri giusto all’inizio del campionato del mondo, lasciando a Valcareggi ed al rag. Walter Mandelli l’incarico di presiedere la comitiva nei quindici giorni di ambientamento in altura che erano stati consigliati dai medici dello staff azzurro.Ma chi era Mandelli? Un abilissimo imprenditore torinese, legato a filo doppio alla Juventus, a Boniperti e alla famiglia Agnelli, figura di spicco del mondo imprenditoriale e con la passione per il pallone. Tuttavia una cosa è l’attività imprenditoriale un’altra quella calcistica.

Walter Mandelli, con la carica di presidente del Settore Tecnico, fu investito dell’incarico di “tutelare” Ferruccio Valcareggi, di proteggerlo dai soliti attacchi della stampa, di fare da intermediario tra la Federcalcio e i giocatori. E lo fece…Ma tanto bene da provocare un autentico sconquasso che per poco non mandò all’aria tutto il paziente lavoro di preparazione di Valcareggi.La bomba scoppiò, improvvisa e inattesa, in un afoso pomeriggiomessicano, al Club Italia, il complesso sportivo messo a disposizione agli azzurri dall’organizzazione del mondiale. È un momento di pausa degli allenamenti e un po’ di giornalisti e anche alcuni calciatori fanno circolo attorno a Mandelli, come sempre disposto al colloquio. E’ il 28 maggio, l’Italia dovrà debuttare a Toluca contro la Svezia il 3 giugno, si vuol sapere qualcosa sulla formazione che affronterà il primo incontro mondiale. Improvvisamente Mandelli dice: “Tutto fatto. Abbiamo deciso per la squadra che, più o meno sapete, ma con Mazzola interno e senza Rivera, che non ci ha convinto nelle partite di Madrid e Lisbona (amichevoli pre-mondiali) e che, senza Lodetti, non può dare affidamento per la scarsa mobilità e la mancanza di vigore nei contrasti. Insomma, giocherà Mazzola”. C’è da restare di stucco anche perché, fra quelli che ascoltano, c’è anche lui, Gianni Rivera. Il quale non batte ciglio, non replica, scherza con i giornalisti come se nulla fosse…In molti non riescono a capire… Com’è possibile? Rivera, appena insignito del “Pallone d’Oro”, il premio più prestigioso del calcio europeo, l’asso indiscusso del Milan, uno dei punti fermi della Nazionale, non giocherà contro la Svezia? E lui, Rivera, che non starebbe zitto neppure a tagliargli la lingua, accetta che Mandelli annunci la sua esclusione nel bel mezzo di un colloquio con giornalisti? Mah…In verità, Rivera sta ingoiando lentamente il rospo…Infatti, qualche ora dopo all’albergo degli azzurri scoppiò il finimondo. Rivera sparò a zero su Mandelli. Lo chiamò incompetente, indelicato, ridicolo nelle motivazioni tecniche fornite per la sua esclusione, dilettante sprovveduto, rovina della Nazionale. E concluse con un ultimatum: “O rimandate in Italia Mandelli o in Italia ci ritorno io”Il giorno successivo ci fu un autentico assedio a Mandelli da parte dei giornalisti. Alle domande incalzanti rispose: “Per la sua indisciplina decideremo presto il da farsi. Non ho parlato con Rivera, né intendo parlargli. Non escludo che possa essere rimandato in Italia, ma non posso neppure affermarlo. Qui i giocatori sono tutti uguali”.Mandelli alcune frasi le farfuglia, è scosso, capisce di averla combinata grossa. Alfeo Biagi storico giornalista del vecchio “Stadio” di Bologna prima della fusione con il “Corriere dello Sport” (da un suo articolo ho tratto questo post) chiede a Mandelli perché non avesse pensato a spiegare a Rivera la cosa in privato prima di renderla pubblica. Il dirigente gli rispose: “Io scrivo la formazione su un pezzo di carta, poi lo butto sul tavolo della mensa. I giocatori, se vogliono, possono andare a leggerla”. Era questo l’uomo che la Federcalcio aveva inviato in Messico per evitare cicloni polemici attorno alla Nazionale dopo la disfatta di quattro anni prima ad opera della Corea…Ci pensò Artemio Franchi a rimettere a posto le cose. Un paziente lavoro di ricucitura dell’ambiente…Arrivò in Messico anche Nereo Rocco (“Se te parti, te rovini” disse il Paron al figlioccio) Alla fine non partì né Rivera né Mandelli. Ma ormai, la serenità del gruppo era compromessa: due clan, quello di Mazzola e quello di Rivera, si fronteggiavano, aggressivi e polemici, soltanto un miracolo avrebbe evitato all’Italia la solita, eliminazione dopo la prima fase dei mondiali. E il miracolo, fortunatamente, quella volta, avvenne!Nella foto: Gianni Rivera scuro in volto dopo le dichiarazioni di Mandelli

2 thoughts on “1970, LA RIBELLIONE DI GIANNI RIVERA CONTRO WALTER MANDELLI

  1. Первый этап помощи почти всегда связан с детоксикацией. Организм, который длительное время получал алкоголь или другие вещества, перегружен токсинами, страдают сердце, сосуды, мозг, печень, нарушены сон и обмен веществ. Простое «похмелиться и перетерпеть» в такой ситуации опасно: можно спровоцировать очередной скачок давления, аритмию, обострение хронических заболеваний. В условиях клиники в Лобне детокс строится по медицинским правилам, а не по советам из интернета.
    Подробнее можно узнать тут – [url=https://narkologicheskaya-klinika-lobnya11-2.ru/]narkologicheskaya-klinika[/url]

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