
Il 5 luglio 1950, nel cortile di una casa a Castelvetrano, in Sicilia, venne ritrovato il corpo di un uomo abbattuto. Salvatore Giuliano, il bandito più ricercato d’Italia, giaceva morto. Il Ministero dell’interno comunicò che era stato ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri la notte precedente, ma era vera questa versione ufficiale.
Nella realtà Salvatore Giuliano venne ucciso nel sonno dal suo stesso cugino Gaspare Pisciotta, numero due della banda, che aveva accettato di tradirlo in cambio di denaro dalla polizia. 4 anni dopo anche Pisciotta morì nel carcere del Lucciardone di Palermo, bevendo un caffè avvelenato al cianuro. Era diventato uno scomodo chiacchierone. Questa è la storia di un bandito che credette di essere un guerrigliero, di un ragazzo siciliano che venne usato come pedina in un gioco politico molto più grande di lui. Una storia che inizia con un sacco di grano e finisce con un tradimento che ancora oggi rimane avvolto nel mistero. chi aveva veramente interesse a eliminare Salvatore Giuliano e soprattutto chi aveva interesse a farlo tacere per sempre. La Sicilia del dopoguerra era un’isola devastata, affamata e dimenticata. Mentre l’Italia continentale cercava di ricostruirsi dopo il fascismo e la guerra, la Sicilia viveva in un limbo politico e sociale esplosivo. Contadini affamati reclamavano la terra. Movimenti separatisti sognavano l’indipendenza. La mafia rientrava in scena con il sostegno degli alleati americani e il neonato governo italiano doveva contenere l’ascesa del comunismo durante la guerra fredda. In questo caos Salvatore Giuliano divenne il re di Montelepre, un bandito che si trasformò in colonnello di un esercito separatista e infine in esecutore materiale di una delle stragi più efferate della storia repubblicana italiana, la strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947, dove 11 persone morirono e 27 rimasero ferite. Questa storia ci mostra come un giovane fuorilegge siciliano venne strumentalizzato da forze politiche nazionali e internazionali, da servizi segreti e dalla mafia, per poi essere scaricato e eliminato quando non serviva più. È una storia di tradimenti, di omertà e di una verità mai del tutto svelata. Salvatore Giuliano nacque a Montelepre, vicino a Palermo, il 22 settembre 1922.era un ragazzo come tanti che durante l’occupazione alleata della Sicilia lavorava come fattorino per la società elettrica di Palermo. Ma il 2 settembre 1943 tutto cambiò. Giuliano venne fermato a un posto di blocco dei carabinieri a quattro mulini nei pressi di Montelepre, mentre trasportava due sacchi di frumento proveniente dal mercato nero.Colto inflagrante, estrasse una pistola ottenuta da un soldato jugoslavo in cambio di un fiasco di vino e sparò uccidendo un giovane carabiniere. Da quel momento Salvatore Giuliano divenne un latitante, costituì la sua banda con parenti e con paesani che fece evadere dal carcere di Monreale la notte di Capodanno del 1944 con il sostegno, sembra, della mafia locale.Continua nei commenti
legitimate online us pharmacies https://cse.google.com.ai/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fcanbaypharm.top online pharmacies in us