
PIEVE ARCHIVI DIARI Tra gennaio e febbraio arriva il momento in cui i numeri dell’anno appena passato chiedono di essere osservati. Non per obbligo, ma per responsabilità. Perché fare un bilancio significa capire fin dove si è arrivati e, soprattutto, quale direzione si sta prendendo.Anche il Piccolo museo del diario, come ogni anno, ha fatto questo esercizio. Ha messo in fila i dati, li ha confrontati con quelli dell’anno precedente e si è preso il tempo necessario per leggerli con attenzione.
Quello che emerge è chiaro: il museo continua a crescere. E lo fa in più direzioni. +10% di numero complessivo di visitatori+13% di gruppi +12% di incassi totali +90% di visitatori stranieri+30% di donazioni+200% di biglietti regalo
Nel corso del 2025 sono aumentate le persone che hanno visitato il museo. Sono cresciuti i gruppi, segno di un’esperienza sempre più condivisa e collettiva. Sono aumentati gli incassi complessivi e molto anche le donazioni, indice di una solidità che si costruisce nel tempo. Ma il dato che più ci ha colpiti riguarda i visitatori stranieri, cresciuti in modo molto significativo. Un cambiamento che parla di apertura, di relazioni, di un museo capace di accogliere anche chi arriva da lontano, grazie alle guide, alle collaborazioni sul territorio, a un lavoro costante di mediazione e racconto.
Abbiamo scelto di condividere questi risultati perché i numeri non sono solo numeri e raccontano ciò che più conta: le persone. I passaggi, le presenze, i ritorni. E anche i gesti. Come quelli di chi ha voluto fare una donazione finalizzata proprio al museo o di chi, soprattutto durante le festività, ha deciso di regalare un biglietto del museo. Un segno di fiducia, di affetto, di desiderio di trasmettere questo luogo ad altri. Questi dati non sono un traguardo, ma una fotografia. Dicono che il Piccolo museo del diario è vivo, attraversato, riconosciuto. Dicono che il lavoro fatto in questi anni sta producendo effetti visibili, e che vale la pena continuare su questa strada. Migliorandosi, passo dopo passo.
Condividere questo bilancio è un modo per dire grazie. A chi entra, a chi torna, a chi racconta il museo ad altri, a chi lo sente come un luogo proprio. Perché questo museo è, prima di tutto, uno spazio collettivo: custodisce memorie individuali, ma vive grazie a una comunità. Un museo che racconta l’Archivio dei diari che non è solo un archivio di documenti di carta ma il luogo che accoglie e conserva vite, pulsanti, di migliaia di persone. Un crocevia di memorie che tutti dovrebbero conoscere.
Fra gli 11.459 visitatori del 2025 un giorno qualunque di una settimana qualunque è capitato a sorpresa anche Ralph Fiennes, come ampiamente documentato dai media. Va da sé che una persona così celebre porta notorietà anche al museo. Anche se per noi la pubblicità più entusiasmante è quella che ci deriva da un passaparola appassionato che inizia quasi sempre con un “devi andare”. O dalle recensioni sui social che attribuiscono punteggi stellari al Piccolo museo del diario con parole che costringerebbero a muoversi anche i più pigri “Un luogo che ti costringe a fermarti. Si esce con gli occhi lucidi ma con il cuore colmo di speranza nel genere umano”.
Se vuoi contribuire a mantenere l’andamento di crescita del Piccolo museo del diario affinché anche il 2026 sia pieno di percentuali con il segno più, vieni o torna a visitare il museo, invita i tuoi amici con il passaparola, regala un biglietto o scegli il museo nella tua prossima donazione di memoria.
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