CIN, “SANZIONI INGIUSTE ALLE STRUTTURE RICETTIVE DI AREZZO

Catiuscia Fei, direttore aggiunto di Confcommercio Firenze-Arezzo: “Gli imprenditori non possono essere multati per errori delle piattaforme. Dal Comune attendiamo risposte”.Sanzioni alle strutture ricettive per la mancata esposizione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) sulle piattaforme online:

Confcommercio Firenze-Arezzo denuncia una situazione che sta creando forte preoccupazione tra gli operatori del settore turistico del territorio.“Il problema è evidente – afferma Catiuscia Fei, direttore aggiunto di Confcommercio Firenze-Arezzo – gli imprenditori stanno ricevendo sanzioni per qualcosa che non dipende da loro. Le strutture hanno comunicato il CIN alle piattaforme, come previsto dalla normativa, ma non hanno alcun accesso ai sistemi informatici che gestiscono la pubblicazione degli annunci e quindi non possono intervenire direttamente sui portali per verificarne o modificarne l’esposizione”.Negli ultimi giorni numerose imprese hanno infatti ricevuto verbali per la mancata indicazione del codice sugli annunci pubblicati su portali di prenotazione e piattaforme digitali. Secondo Confcommercio si tratta di sanzioni ingiuste, perché gli operatori hanno adempiuto agli obblighi previsti comunicando il codice identificativo nazionale.“Non è accettabile – prosegue Fei – che le responsabilità vengano scaricate sugli imprenditori quando la gestione tecnica delle piattaforme è affidata a società esterne. Le nostre imprese rispettano le regole, comunicano i codici richiesti e contribuiscono ogni giorno all’economia turistica della città”.Confcommercio ha scritto al Comune di Arezzo più di un mese fa chiedendo chiarimenti sulla gestione delle verifiche e sull’emissione delle sanzioni, sollecitando lo stop ai provvedimenti, spiegazioni sulle procedure adottate e la verifica delle multe già emesse: “Abbiamo inviato una richiesta formale all’amministrazione – conclude Fei – perché si faccia chiarezza su una situazione che sta penalizzando chi opera nel rispetto delle norme. Le regole devono essere applicate con equilibrio e buon senso, senza trasformarsi in una penalizzazione per le imprese che lavorano correttamente. Adesso aspettiamo delle risposte”.

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