Investimenti previdenziali e armi: Isde scrive a Enpam

L’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia ha inviato una lettera aperta alla presidenza di ENPAM per esprimere una forte e motivata preoccupazione in merito alla possibilità che le risorse previdenziali dei medici possano essere indirizzate verso investimenti nel settore degli armamenti.

La lettera, firmata dal presidente ISDE Roberto Romizi e dal referente ISDE per i rapporti con ENPAM Marco Calgaro, nasce dal confronto interno alla comunità medica e richiama i valori fondanti della professione: tutela della salute, prevenzione, promozione della pace e rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. ENPAM, gestisce un patrimonio previdenziale di circa 27 miliardi di euro, alimentato dai contributi obbligatori di tutti i medici iscritti agli Albi professionali. Proprio per questo, sottolinea ISDE, le scelte di investimento non possono prescindere da criteri etici e di coerenza con la missione sanitaria. Nella lettera si fa riferimento alla partecipazione di ENPAM, nel maggio 2025, al Defence Investment Forum di Roma, nonché al contesto europeo legato al piano RearmEU, che prevede un crescente coinvolgimento di capitali privati nel settore militare. Preoccupazione viene espressa anche rispetto ai tentativi di ridefinizione dei criteri ESG, con il rischio di includere l’industria bellica all’interno di strumenti finanziari presentati come “etici”. ISDE richiama inoltre il documento sottoscritto nel 2023 da 35 società scientifiche italiane, “Il diritto universale alla salute richiede la pace e rifiuta la guerra”, pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione, che afferma con chiarezza come la pace rappresenti un determinante fondamentale di salute e di welfare, in coerenza con l’iniziativa globale Health and Peace Initiative dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel rispondere a precedenti sollecitazioni, il presidente ENPAM Alberto Oliveti ha espresso una condivisione di principio dei valori richiamati, lasciando tuttavia aperte alcune ambiguità che – secondo ISDE – rendono necessario un chiarimento pubblico e formale. In particolare, l’associazione chiede di sapere se e in che misura eventuali indirizzi governativi possano influenzare le politiche di investimento previdenziale.

«Come medici contribuenti – si legge nella lettera – riteniamo di avere il diritto di pretendere un uso etico delle risorse accantonate grazie ai nostri contributi, orientandole verso finalità che promuovano salute, benessere sociale e pace, e non verso settori che alimentano conflitti e distruzione».

ISDE ribadisce infine la richiesta a ENPAM di escludere in modo chiaro e trasparente investimenti sia nell’industria fossile sia in quella militare, in continuità con quanto dichiarato negli anni precedenti, e auspica l’apertura di un confronto strutturato con la comunità medica su questi temi di grande rilevanza etica e sociale.

ISDE Italia

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