
Quasi tutti siamo titolari di un’identità digitale nonché dello spid, anche perché senza di esso sarebbero precluse diverse attività soprattutto le interazioni con la Pubblica Amministrazione.
Tuttavia, soprattutto alla luce della c.d. truffa dello spid, è lecito chiedersi se questo sia veramente sicuro.
Non esiste una risposta univoca a questa domanda in quanto ci sono due correnti di pensiero opposte
Da una parte viene sostenuto che lo spid è sicuro e che nel corso del tempo il livello di sicurezza è stato aumentato (grazie ad un livello di sicurezza a più fattori), dall’altra parte chi sostiene che tale sicurezza non può essere garantita stante non solo il grande numero di hacker ma anche le enormi potenzialità di questi utimi. Effettivamente un po’ di timore è legittimo provarlo, le cronache spesso parlano di violazione dei sistemi di sicurezza ed è recente la truffa di cui è rimasta vittima una dottoressa che ha perso la propria tredicesima.
Il caso. Nel mese di Dicembre, la Dottoressa aspettava, come tutti i suoi Colleghi, l’accredito della tredicesima che, tuttavia, non arrivava. All’inizio pensava che si trattasse di un ritardo ma successivamente, parlando con dei Colleghi, apprendeva che tutti l’avevano ricevuta eccetto lei. Dopo aver preso contatto con il reparto di competenza della propria azienda apprendeva che risultavano cambiate le coordinate bancarie e che, quindi, nessun errore era stato commesso dall’azienda e non vi erano ritardi. Successivi controlli hanno consentito di appurare che probabilmente un hacker si era impossessato dei dati della Dottoressa, aveva aperto uno spid tramite il quale aveva cambiato le coordinate bancarie il tutto dopo aver avuto accesso all’account della povera Dottoressa. Fortunatamente la truffata ha scoperto quanto accaduto altrimenti avrebbe perso anche gli ulteriori stipendi! Circostanza ancora più allarmante è stato il recapito presso il proprio indirizzo di un Bancomat, legato ad un conto corrente del tutto nuovo, mai richiesto.
Cosa fare in questi casi?
Va immediatamente denunciato il furto d’identità e lo smarrimento dei documenti di identità così che i vecchi documenti, che in qualche modo sono entrati nella disponibilità del hacker, non possano più essere utilizzati.
Sara Astorino, legale, consulente Aduc
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