
“Nessuna compromissione della qualità dell’assistenza e della sicurezza dei pazienti del Pronto Soccorso dell’ospedale di Città di Castello”: il vice sindaco Bernicchi riferisce la risposta della direzione di presidio all’interrogazione dei consiglieri Rossi e Leveque (FDI) sulla situazione del servizio
“La qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti del Pronto Soccorso dell’ospedale di Città di Castello non risultano compromesse, né messe a rischio a causa di carenze di personale medico-infermieristico. Anche nel periodo estivo, che prevede congedi ordinari obbligatori per il personale medico, è stata mantenuta la turnistica ordinaria ed è stato possibile garantire il servizio grazie al supporto di medici di altri reparti, che sono stati sempre coadiuvati dai colleghi in organico del Pronto Soccorso. A partire dal mese di settembre il reparto è stato potenziato grazie all’inserimento di due medici di medicina generale che operano nell’ambito dell’accordo sperimentale per l’organizzazione temporanea di attività aggiuntive a supporto del pronto soccorso aziendale, che ad oggi vede coinvolti 10 medici. I professionisti in questione garantiscono la copertura di alcuni turni, contribuendo concretamente al rafforzamento del servizio. Dal primo settembre ha preso servizio un nuovo specialista in medicina d’emergenza assunto con contratto a tempo indeterminato, un innesto importante considerata anche la difficoltà che esiste in tutta Italia di reperire medici in questa specializzazione, a cui si è aggiunto dal 7 settembre il rientro di un altro medico precedentemente in congedo parentale. Negli ultimi tempi, inoltre, non si è registrata alcuna riduzione di personale infermieristico. La direzione di presidio ribadisce il proprio impegno costante nel garantire la piena operatività del Pronto Soccorso, tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini e attuare insieme alla Regione tutte le possibili politiche di reclutamento”. E’ quanto ha riferito in consiglio comunale il vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, riferendo per conto del sindaco Luca Secondi, impossibilitato a partecipare alla seduta, i contenuti della comunicazione ricevuta dal direttore del presidio ospedaliero Alto Tevere Silvio Pasqui per rispondere all’interrogazione dei consiglieri di FDI Elda Rossi e Riccardo Leveque sul Pronto Soccorso tifernate. Nel documento i rappresentanti della minoranza avevano definito “grave” la situazione del servizio, chiedendo “un intervento urgente per garantire sicurezza, qualità dei servizi sanitari e tutela della salute pubblica”. Facendo presente che la Regione abbia previsto 711 assunzioni nel 2025 tra dirigenti e addetti del comparto sanitario all’interno del piano triennale del fabbisogno di personale 2025-2027 e procedure concorsuali per un reclutamento più rapido ed efficace, la consigliera Rossi aveva sostenuto in aula come “tutto questo sembra non interessare il Pronto Soccorso di Città di Castello, che permane in una situazione di emergenza organizzativa e assistenziale”. “La carenza di personale medico ed infermieristico nel Pronto Soccorso è ricorrente – aveva continuato l’esponente di FDI – tanto che la direzione sanitaria si è vista costretta a ricorrere a ordini di servizio per poter reperire del personale, ovviamente non specializzato, presso altri reparti e coprire i turni di emergenza. Questo ha comportato la chiusura e la sospensione di alcuni ambulatori specialistici, come quello chirurgico che in estate è stato chiuso di venerdì. Inoltre – aveva aggiunto Rossi – si è fatto addirittura ricorso a medici di medicina generale che sono stati richiamati a lavorare in Pronto Soccorso per coprire il servizio di altri operatori sanitari”. Rossi aveva ricondotto la situazione che si è determinata al fatto di “considerare il polo dell’Altotevere come un singolo presidio ospedaliero, mentre sono due: il nosocomio di Città di Castello e quello di Umbertide”. “Questo produce un danno maggiore per l’ospedale di Città di Castello”, aveva sostenuto la consigliera, che, richiamando l’attenzione “sui carichi di lavoro eccessivi e sulla mancanza di personale sufficiente per poter garantire degli standard adeguati di assistenza rispetto a quello che è il volume di accesso al Pronto Soccorso”, aveva precisato di riferire “segnalazioni e preoccupazioni di cittadini, operatori sanitari e sindacati”. Rossi aveva pertanto chiesto di capire come l’amministrazione comunale intendesse affrontare il problema e se ritenesse di “chiedere con forza alla Regione e alla direzione dell’USL Umbria 1 l’immediato rafforzamento dell’organico del Pronto Soccorso e la riattivazione completa degli ambulatori specialistici attualmente sospesi, nonché quante delle assunzioni annunciate dalla giunta regionale saranno indirizzate all’ospedale tifernate”. Citando la comunicazione pervenuta dal dottor Pasqui, il vice sindaco Bernicchi ha ulteriormente specificato che il personale del pronto soccorso è stato unicamente interessato da una “rimodulazione delle turnazioni, visto il momentaneo spostamento dell’Osservazione breve intensiva (Obi) al quinto piano”. “Una volta terminati i lavori di restyling – ha riferito Bernicchi – l’Obi sarà riposizionato entro fine anno accanto al pronto soccorso, dove è sempre stato, con un conseguente miglioramento della gestione dell’utilizzo del personale”. A proposito degli ambulatori specialistici, la direzione del presidio ospedaliero Alto Tevere ha fatto presente che “le normali e sempre attuali rimodulazioni estive sono state in linea con quelle degli anni precedenti. E’ saltata una sola seduta di ecocolordoppler per la quale comunque tutti i pazienti sono stati tempestivamente ricollocati. Per quanto riguarda l’ambulatorio chirurgico, sospeso il venerdì per il mese di agosto 2025, ad oggi i tempi di attesa sono di circa una settimana. Entro i tempi di attesa relativi, vengono anche garantiti i Raggruppamenti di attesa omogenea (Rao) più urgenti (U e B), per cui non ci sono stati disservizi per la popolazione”. Bernicchi ha concluso l’intervento riferendo che “la direzione aziendale auspica che in futuro i consiglieri comunali possano verificare in via prioritaria con le istituzioni competenti la reale situazione dei servizi”. “Altrimenti, l’amministrazione comunale – ha puntualizzato il vice sindaco – farà comunque sempre da tramite”. Pur prendendo atto favorevolmente dell’inserimento di due medici specializzati in organico, la consigliera Rossi ha replicato osservando: “la risposta della direzione di presidio non smentisce le criticità che abbiamo rappresentato, perché tra le righe conferma che il Pronto Soccorso è in sofferenza, dato che c’è un numero ridotto di personale, perché viene richiesto l’utilizzo di personale all’interno di altri reparti, e che tutta questa organizzazione si poggia sull’impegno straordinario degli operatori”. “Il problema esiste e la tutela dei cittadini non può essere affidata solo a delle rassicurazioni, ma ha bisogno di interventi strutturali concreti e tempestivi”, ha chiarito Rossi, segnalando che “anche il polo di Umbertide vive le stesse criticità”. “La qualità dell’assistenza non può essere affidata soltanto al senso di responsabilità dei professionisti in servizio, al quale va il nostro plauso – ha dichiarato la consigliera – perché riconosciamo il grande lavoro che viene fatto da tutti gli operatori sanitari: serve però un organico stabile, che sia formato e che sia adeguato ai volumi di accesso del pronto soccorso”. Rossi ha, quindi, concluso, ribattendo agli auspici della direzione di presidio sul confronto con i consiglieri comunali. “Chiediamo rispetto istituzionale per il nostro ruolo – ha detto la rappresentante di FDI – perché abbiamo il pieno diritto, nonché il dovere, di esercitare un controllo democratico a interesse della tutela dei cittadini. A noi spetta il compito di raccogliere le segnalazioni, le denunce, le perplessità che ci provengono dai cittadini e di portarle in discussione in consiglio comunale: agli enti e alle istituzioni preposte spetta di dare risposte”.
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