Compie 40 anni Windows: la storia del sistema operativo

Il sistema operativo di Microsoft nasceva ufficialmente nel 1985: un viaggio tra i suoi momenti più alti, le difficoltà alla fine degli anni 2000 e le nuove «minacce» all’orizzonte

Esistono concetti e marchi che, complice il loro straripante successo commerciale, finiscono per essere indissolubilmente legati all’interno di un binomio univoco nell’immaginario collettivo comune e popolare: lo è stata PlayStation con i videogiochi, Scottex con la carta da cucina e…Windows con i sistemi operativi per personal computer.  Alzi la mano chi, vuoi per lavoro o a scuola, non abbia mai avuto a che fare con il sistema operativo di Microsoft. Ben pochi, probabilmente: come una falce che non fa distinzioni e tutto miete, nel corso di quattro decenni Windows ha pressoché toccato ogni generazione, dai baby boomers ai gen-Z di oggi.  Di acqua (e bit, tanto per restare in tema) sotto i ponti ne è decisamente passata da quel lontano 20 novembre 1985, data in cui Microsoft lanciò la prima, embrionale versione del suo sistema operativo in quel di Redmond (Stati Uniti). Per celebrare i suoi 40 anni, abbiamo dunque deciso di ripercorrere alcuni dei momenti più salienti di Windows, tra le vertiginose ascese degli anni ‘90 e gli scivoloni altrettanto ripidi dei primi anni 2000.

Windows 1.0: dove tutto ebbe inizio

La prima versione di Windows, lanciata sui mercati di tutto il mondo a fine 1985, segnò un importante punto di non ritorno rispetto a tutto ciò che c’era stato prima in ambito personal computer.  Il sistema operativo si fece pop, in un certo senso. Addio alle righe di comando e al linguaggio BASIC che avevamo conosciuto con Commodore 64 e simili, benvenuta interfaccia grafica: la rivoluzione risiedeva proprio lì, e permise di avvicinare una fetta sempre più crescente di consumatori, anche (e soprattutto) i meno esperti. La vera chiave di svolta fu anche il suo costo estremamente accessibile e alla portata di tutti, soprattutto se messo a confronto con altri concorrenti presenti sul mercato come Apple Lisa, che non ammetteva separazioni o facoltà di scelta tra interfacce grafiche e computer, costringendo il consumatore ad acquistare l’intero «pacchetto»: Windows 1.0 veniva infatti venduto a 99 dollari e poteva essere tranquillamente installato su qualsiasi PC IBM (o simili), contro i 10’000 dollari richiesti nel 1983 per la soluzione desktop «all-inclusive» secondo Cupertino. Windows 1.0 detiene inoltre un primato particolare: si tratta infatti del sistema operativo di Microsoft con il supporto più lungo mai raggiunto, avendo ricevuto aggiornamenti fino al 2001, per un totale di ben 16 anni.

Windows 3.1: il successo continua, tra Campo Minato e «copia-incolla»

Se Windows 1.0 pose il primo “mattone”, è con Windows 3.1 (lanciato nel 1992) che il sistema operativo di Microsoft confermò ulteriormente la sua fama mondiale, totalizzando oltre 3 milioni di copie nei suoi primi 3 mesi di vendita. Lo fece in particolare con l’introduzione di due giochi preinstallati (utili per familiarizzare con le nuove funzionalità di sistema) che negli anni diventarono un vero e proprio marchio di fabbrica del sistema operativo: Campo Minato e Solitario.  A Windows 3.1 dobbiamo anche il celebre comando «copia-incolla» che utilizziamo tutt’oggi, fatto dalla consequenziale pressione dei tasti Ctrl+C e Ctrl+V, l’iconico screensaver e Windows Media Player, il primo lettore multimediale proprietario. Per la prima volta in assoluto, poi, Windows 3.1 portò la «segmentazione» dell’offerta di Microsoft nelle sue varie versioni, destinate ad usi differenti, con l’introduzione di Windows 3.1 for Workgroups e Windows NT 3.1, pensato per le utenze aziendali.3/9

Windows 95: benvenuto, menu Start

Avvento di Windows 95 ha quasi del metaforico: siamo nell’estate del 1995, e in un curioso gioco di parole, il celebre menu Start avrebbe «dato il via» a quell’enorme successo mondiale che noi tutti abbiamo conosciuto, segnando un passaggio rivoluzionario nella storia delle interfacce dei sistemi operativi.  In un panorama (all’epoca) costellato di confusione, il menu Start apparve per gli utenti come la Stella di Betlemme che guidava i Re Magi: un vero e proprio punto di riferimento da cui partire per la ricerca di un determinato file, l’avvio dei programmi o perfino lo spegnimento del PC.  Dalla metà degli anni ’90, i personal computer crebbero enormemente in popolarità, soprattutto in Italia, e di pari passo Windows 95: nel suo primo anno di debutto, il sistema operativo di Microsoft raggiunse (e superò) i 40 milioni di copie vendute.

Windows XP: il “Matrix” dei sistemi operativi

Un po’ come Matrix, nei primi anni 2000 Windows XP era praticamente ovunque, in ogni infrastruttura lavorativa o scolastica che dir si voglia. Non per caso, beninteso: questa nuova versione del sistema operativo brillava infatti per sicurezza, affidabilità e ottimizzazione, diventando una vera e propria garanzia per le scrivanie di gran parte degli uffici e laboratori scolastici in tutto il mondo, negli anni a 

Windows Vista, Windows 8 e Windows Phone: l’era del «buio»

La seconda metà inoltrata degli anni 2000 rappresenta un periodo decisamente nero per Microsoft e i suoi sistemi operativi, con innumerevoli tentativi che si scontrarono contro il malcontento generale degli utenti. Windows Vista, al netto di uno stile grafico indubbiamente d’eccezione e tutto giocato sulle trasparenze (il celebre «Aero», antenato di Liquid Glass), presentò non poche criticità nel suo utilizzo quotidiano. Si trattava di un sistema operativo «bello e impossibile», che faceva a pugni con l’ottimizzazione granitica del precedente Windows XP, e la bellezza di Aero si pagava profumatamente in termini di requisiti minimi. A questo si aggiunse poi l’incompatibilità dei driver di numerose periferiche (come stampanti o webcam), che le rese praticamente inutilizzabili. 
Il successivo Windows 8 (lanciato nel 2012), offriva un’interfaccia touch-friendly orientata per lo più ai laptop convertibili, totalmente diversa rispetto a quanto visto prima: l’obiettivo era quello di avere un’esperienza del tutto simile ad un tablet. Novità anche importanti come l’antivirus Microsoft Defender, OneDrive o il Microsoft Store non bastarono purtroppo per evitare l’insuccesso commerciale. 
Affacciarsi in ambito mobile con il sistema operativo Windows Phone, poi, si dimostrò un fragoroso buco nell’acqua: al contrario dei concorrenti di successo come iOS e Android, l’interfaccia squadrata di Windows (conosciuta col nome interno di «Metro», o «Modern UI») su smartphone come Nokia Lumia (e simili) era decisamente macchinosa, scomoda e antiquata anche per quell’epoca, portando ad un ulteriore (e inevitabile) flop commerciale.

Windows 10 e Windows 11: risorgere (più o meno) dalle ceneri

Confucio (o chi per lui) diceva che la felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta. Sembra proprio che con il lancio di Windows 10 e il successivo Windows 11, Microsoft abbia seguito questo mantra di vita, risalendo umilmente la china dopo gli insuccessi delle precedenti declinazioni del suo sistema operativo, al netto di qualche problema che ancora persiste, come le invadenti inserzioni pubblicitarie all’interno dei menu Gran parte del loro «successo» è dovuto anche al gaming: per tutti i videogiocatori, infatti, Windows rappresenta una scelta pressoché obbligata, complice la presenza esclusiva (e a tratti «monopolistica») delle librerie DirectX, messe a disposizione dei programmatori per lo sviluppo dei titoli.

Il sistema operativo “agente”: il malcontento degli utenti e l’ombra della minaccia Android

Rincorrendo i trend più recenti, negli ultimi anni Microsoft ha deciso di fare all-in scommettendo sull’intelligenza artificiale. Il troppo stroppia, però, in quello che sembra a tutti gli effetti un capovolgimento dei ruoli, che trasferisce il controllo dall’utente all’intelligenza artificiale. Il sistema operativo attuale, Windows 11, si fa sempre più «agente», come suggeriscono anche le recenti dichiarazioni di Pavan Davuluri, responsabile della divisione Windows. L’ultima versione pullula di funzionalità AI e pulsanti Copilot, che di fatto si rivelano poco (o per niente) utili nel quotidiano. 

l malcontento degli utenti non si è fatto attendere su X, con commenti più che piccati: «Si sta evolvendo in un prodotto che guida le persone verso macOS o Linux», «Smettiamola con queste assurdità». Ci sono anche i nostalgici, che vedono in Windows 7 un sistema operativo ben più pulito e snello, privo di tutti quegli inutili orpelli che nessuno ha mai effettivamente chiesto. Una visione aziendale obiettivamente miope, che per volgere lo sguardo al «futuro» lascia indietro bug e disfunzionalità di ogni tipo, alterando inevitabilmente l’esperienza d’uso. Secondo alcune indiscrezioni, poi, all’orizzonte sta per presentarsi un nuovo potenziale «nemico»: una versione per PC di Android, il celebre sistema operativo mobile di Google, realizzata in collaborazione con il chip Snapdragon X Elite di Qualcomm, prevista verosimilmente in arrivo nel 2026

Fonte: https://www.corriere.it/tecnologia/cards/windows-compie-40-anni-la-storia-del-sistema-operativo-piu-famoso-di-sempre-tra-picchi-e-scivoloni/il-sistema-operativo-agente-il-malcontento-degli-utenti-e-lombra-della-minaccia-android.shtml?refresh_ce

7 thoughts on “Compie 40 anni Windows: la storia del sistema operativo

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