
Grande entusiasmo nella frazione di Palazzo del Pero, alle porte di Arezzo, dove si celebra un primato che nessun territorio sano di mente dovrebbe ambire a conquistare: il record provinciale di lupi nei centri abitati.
Policiano si ferma a un modesto cinque esemplari, Vitiano arriva a otto, ma Palazzo del Pero non accetta mezze misure e trionfa con un branco da dieci individui, immortalato mentre perlustrava il paese pocoprima dell’una di notte del 19 gennaio 2026 Una vera e propria ronda, degna di miglior causa.
A rendere l’evento ancora più esclusivo è l’evidente anomalia cromatica del manto dei lupi
locali, probabilmente frutto di ibridazioni. Ma guai a sollevare perplessità: come ricordano gli animalisti, “chi siamo noi di Emergenza Lupo per giudicare e procurare allarme?”.
Dalla colorazione si deduce inoltre che non si tratta degli stessi lupi che presidiano l’area di Monte Lignano, dove abbiamo documentato un branco di nove soggetti. Dunque, se gli animalisti ce lo concedono – e solo con il loro benevolo permesso – potremmo azzardare l’ipotesi rivoluzionaria che a otto chilometri di distanza convivano serenamente un branco da nove e uno da dieci lupi. Il quadro chiarisce anche un dettaglio marginale, quasi folkloristico: la costante e ormai quotidiana sparizione di animali domestici in tutto il territorio aretino. Un fenomeno evidentemente secondario, da archiviare sotto la voce “Viva il lupo!”. Forse, però, qualcuno dovrebbe porsi una domanda. Quando da quarant’anni ci raccontano che il lupo è notturno, schivo, teme l’uomo, vive lontano dai centri abitati, si nutre esclusivamente di ungulati selvatici ed è un equilibratore naturale… …non è che, per caso, ci stanno prendendo per il culo
Il sospetto diventa quasi certezza se si guarda al caso di un cittadino che, esasperato dalla presenza quotidiana dei lupi intorno a casa, ha presentato un esposto alle autorità competenti. La risposta delle istituzioni è stata illuminante: la consegna di un volantino redatto dal progetto “Life Wild Wolf” in collaborazione con i Carabinieri, contenente preziosi consigli su come non dare da mangiare ai lupi, rinchiudere gli animali domestici e di non disturbare le attività di questi grandi predatori. Consigliando anche di recintare la propria abitazione con una barriera adatta per la difesa dal lupo, il che significa di dotarsi di rete metallica da due metri e mezzo completa di antivolpe, filo spinato e rete interrata.
Ecco il futuro che ci viene prospettato: abitazioni trasformate in fortini, esistenze blindate, campagne rese sterili. Tutto questo nel nome di un obiettivo presentato come nobile e indiscutibile: garantire la proliferazione indisturbata del lupo nei territori antropizzati. Addio all’allevamento estensivo, addio alle passeggiate col cane, addio alla possibilità di lasciare cani e gatti in giardino. Meglio, per prudenza, tenere in casa anche i bambini: non si sa mai. La restante fauna selvatica può tranquillamente scomparire senza suscitare particolare clamore, ma guai a investire un lupo con l’auto. Quelli, a quanto pare, sono gli unici animali che contano davvero. Ma esiste una ragione razionale che giustifichi questa ossessione per il lupo? Un animale certamente iconico, ma paradossalmente tra i meno conosciuti da una popolazione ormai largamente inurbata, che tuttavia rappresenta la maggioranza assoluta degli italiani. Gli animalisti ci accusano di avere finalità recondite, di essere portatori di interessi “occulti” riconducibili al mondo venatorio e a quello politico.
Eppure permetteteci di sollevare un dubbio, uno soltanto. Nella sola Toscana vengono abbattuti ogni anno oltre 80.000 cinghiali, cui si aggiungono decine di migliaia di altri ungulati. Davvero si vuole sostenere che l’interesse dei cacciatori sia rivolto a qualche centinaio di animali che, allo stato attuale, non sono altro che cani randagi? Di quali interessi economici a vantaggio dei produttori di armi e munizioni stiamo parlando, quando con 15.000 euro si potrebbero acquistare munizioni sufficienti, almeno in teoria, a estinguere l’intera popolazione di lupi sul territorio nazionale, includendo persino i colpi andati a vuoto?
E quale ritorno d’immagine potrebbe mai ottenere un politico dal promuovere la gestione
del lupo, tema impopolare e altamente conflittuale? Dall’altra parte, però, esistono numeri ben diversi: sono i bilanci delle associazioni animaliste, sempre più impegnate nella promozione del lupo, soprattutto dopo il recente declassamento della sua protezione, avvenuto su base scientifica e in seguito alla modifica della Convenzione di Berna, che oltre quarant’anni fa ne aveva sancito il massimo livello di tutela. Nel solo 2024 il WWF ha incassato 21,65 milioni di euro, la LAV 14,98 milioni (un dirigente della LAV percepisce uno stipendio di 96.000€ all’anno), l’ENPA 16,85 milioni.
E l’elenco potrebbe continuare a lungo.
I bilanci sono pubblici, potete (e dovreste) verificarli, constatando che in larga parte gli
introiti servono a finanziare l’apparato stesso. A queste cifre vanno inoltre sommati oltre 50 milioni di euro spesi negli ultimi anni nei progetti LIFE, finalizzati alla diffusione del lupo e al suo consolidamento nelle aree antropizzate. Un attivismo sempre più performativo, intriso di una quantità di denaro tale da imporre, a chi ancora conserva spirito critico, una riflessione seria e non ideologica. Perché oggi abbiamo distrutto le popolazioni di ungulati, limitato drasticamente le libertà delle persone che vivono nelle aree rurali e periferiche, messo in ginocchio l’allevamento estensivo, aumentato i rischi per la sicurezza delle persone e assistito impotenti alla predazione di animali domestici. Tutto questo in nome di interessi economici enormi, e in nome di un animale che, di fatto, non esiste più. Sì, perché oggi la popolazione di Canis lupus italicus è praticamente sull’orlo della scomparsa a causa del mescolamento genetico con soggetti provenienti dal Nord Europa e dai Balcani. n Toscana, il lupo è ormai ampiamente ibridato con il cane, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: randagi che si aggirano nelle periferie, si nutrono di rifiuti e predano cani e gatti. Complimenti davvero.
Viva il lupo!