Dopo l’assassinio nel 44 a.C., il cadavere del dittatore fu portato nel Foro per il funerale pubblico. Quando Marco Antonio pronunciò la sua celebre orazione, la folla esplose di rabbia e dolore.Non era previsto alcun rogo funebre in quel punto.Furono i cittadini di Roma a costruirlo all’improvviso. Presero banchi, sedie, tavole, qualsiasi cosa trovassero nel Foro e improvvisarono una pira proprio lì.Le fiamme si alzarono in un sacro incendio che consumò il corpo del condottiero e da quel giorno il luogo divenne sacro.Qualche anno dopo Augustus fece costruire qui il tempio dedicato al Divus Iulius, il Cesare divinizzato. Ancora oggi, più di duemila anni dopo, qualcuno lascia fiori, monete e piccoli nastri su quel punto. L’ho fatto anche io. È uno dei pochissimi luoghi al mondo dove la memoria di un uomo non si è mai spenta.